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Kerr e il load management di Steph Curry: “Dobbiamo gestirlo”

Steve Kerr non vuole correre rischi con Stephen Curry: meno lavoro e una gestione attenta delle presenze per affrontare la stagione NBA

Chi compra un biglietto per vedere i Golden State Warriors spera soprattutto di assistere a una delle magie di Stephen Curry. Ma nella prossima stagione NBA potrebbe non essere sempre così, e Steve Kerr ha preferito mettere subito le cose in chiaro.

A 38 anni, Curry si prepara a disputare la sua 18esima stagione NBA, ancora una volta con un ruolo centrale nei piani di Golden State. Le sue condizioni fisiche durante la Preseason hanno dato segnali incoraggianti, ma dopo un’annata complicata dagli infortuni i Warriors non vogliono correre rischi.

Per questo Kerr ha deciso di rivolgersi direttamente ai tifosi, invitandoli a prestare particolare attenzione al calendario prima di acquistare i biglietti.

Abbiamo tifosi che comprano i biglietti aspettandosi di vedere Steph. Di solito è lui, a volte altri giocatori. La gente vuole vedere i veterani, poi arriva un back-to-back e decidiamo di non farlo giocare

Steve Kerr

Curry e il load management: il messaggio di Kerr

Il coach dei Warriors non ha nascosto che la gestione dei minuti e delle presenze sarà fondamentale per affrontare una stagione lunga 82 partite, soprattutto considerando l’età di alcuni dei giocatori più importanti del roster.

Vorrei semplicemente dire ai tifosi di fare attenzione al calendario quando acquistano i biglietti. Non abbiamo soltanto Steph, ma diversi veterani che cercheremo di gestire, perché è l’unico modo in cui possiamo affrontare la stagione

Steve Kerr

D’altronde, i numeri della passata stagione spiegano bene la prudenza di Golden State. Il quattro volte campione NBA ha disputato appena 43 partite, il dato più basso dal 2019/20, pur mantenendo un rendimento offensivo di altissimo livello.

Il talento, insomma, non sembra essere in discussione. Il problema è riuscire a mantenerlo nelle migliori condizioni possibili per tutta la stagione.

Warriors, meno lavoro per Curry durante la stagione

Per raggiungere questo obiettivo, Kerr ha spiegato che lo staff tecnico sta adottando un approccio diverso nella preparazione e nella gestione quotidiana del giocatore.

L’idea è ridurre il carico di lavoro complessivo senza compromettere il ritmo partita, permettendo a Curry di continuare a giocare minuti importanti quando sarà necessario.

Stiamo riducendo parecchio il suo carico di lavoro complessivo e cercando di trovare il giusto equilibrio. Vogliamo che riesca a mantenere il ritmo ed essere pronto a giocare 32-34 minuti, senza dover sostenere tutto il lavoro che normalmente comporta

Steve Kerr

Una strategia che non riguarderà soltanto Curry. Golden State può contare su diversi veterani, tra cui Jimmy Butler, Draymond Green, Al Horford, Gary Payton II e De’Anthony Melton, e dovrà trovare il modo di gestire le energie dell’intero gruppo.

Per Kerr, quindi, la priorità è piuttosto semplice: avere Curry nelle condizioni migliori quando conta davvero, anche a costo di rinunciare a lui in qualche partita di Regular Season.

Cosa fare su Dunkest?

In ottica Dunkest, questa notizia non arriva certo come una sorpresa, ma conferma che Stephen Curry non è più un giocatore su cui fare troppo affidamento. I Warriors gestiranno giustamente il suo minutaggio, sia tra una partita e l’altra che all’interno delle singole gare, rendendo il suo rendimento al Fantasy meno prevedibile.

Per questo, soprattutto in ottica Draft, il nostro consiglio è di puntare su altri profili, capaci di garantire maggiore continuità e un impiego più stabile durante la stagione.

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