In NBA si corre tanto ma si segna sempre meno

Più possessi, percentuali peggiori e tante palle perse. L’inizio della stagione NBA nasconde un calo offensivo decisamente sorprendente

New York Knicks NBA

La NBA ha deciso di alzare ulteriormente i ritmi, ma per il momento lo spettacolo offensivo non sembra andare di pari passo. Le squadre corrono di più, giocano più possessi e continuano a segnare parecchio. Eppure, guardando oltre i semplici punti realizzati, questo inizio di stagione racconta un netto calo dell’efficienza offensiva.

A prima vista, i numeri non sembrerebbero nemmeno così diversi da quelli dello scorso campionato. Le squadre stanno segnando 114.6 punti di media a partita, appena uno in meno rispetto al 2025/26. Ma è quando si analizza il rendimento sui singoli possessi che emerge una situazione decisamente diversa.

La NBA accelera, ma l’attacco perde colpi

Il dato più significativo riguarda l’Offensive Rating (ORTG), che misura quanti punti una squadra produce ogni 100 possessi e permette quindi di confrontare l’efficienza offensiva indipendentemente dal ritmo di gioco.

Rispetto alla scorsa stagione, il valore medio è sceso da 115.7 a 112.2 punti, un calo di ben 3.5 punti ogni 100 possessi.

In sostanza, le squadre stanno giocando più velocemente, ma stanno sfruttando peggio le occasioni a disposizione.

E non si tratta soltanto di una sensazione. Nelle prime 86 partite NBA, in ben 9 occasioni una squadra non è riuscita a raggiungere quota 100 punti. Nello stesso numero di gare della passata stagione era successo appena due volte.

Allargando il discorso, sono già 28 le prestazioni sotto i 110 punti, un altro segnale delle difficoltà offensive che stanno caratterizzando queste prime settimane.

Percentuali in calo e più palle perse

A rendere ancora più evidente questa situazione ci sono le percentuali al tiro, peggiorate di circa due punti percentuali sia dal campo che da tre.

Il risultato è una True Shooting Percentage del 52.9%, dato che tiene conto dell’efficienza complessiva al tiro, considerando conclusioni da due, triple e tiri liberi.

Non solo: le squadre stanno perdendo in media 16.8 palloni a partita, contribuendo a rendere il gioco più spezzettato e meno fluido.

Anche il numero di falli e di viaggi in lunetta è aumentato, con una media di 26.5 tiri liberi tentati a partita.

Ed è proprio qui che emerge il paradosso di questo inizio di stagione.

Più possessi e tiri liberi nascondono il problema

Il ritmo NBA è cresciuto di 2.2 possessi a partita rispetto allo scorso anno. Questo significa più opportunità di segnare, anche quando le squadre non riescono a essere particolarmente precise.

Se a questo aggiungiamo l’aumento dei tiri liberi, diventa più semplice capire perché la media punti sia rimasta relativamente stabile nonostante il calo dell’efficienza.

Si segna quasi quanto prima, ma servono più possessi per riuscirci.

Naturalmente, siamo ancora all’inizio della Regular Season e molte squadre devono trovare ritmo, intesa e automatismi offensivi. Le percentuali potrebbero quindi migliorare con il passare delle settimane.

C’è però un altro aspetto interessante: questi primi numeri sembrano proseguire la tendenza vista negli ultimi Playoffs, quando le difese erano riuscite a incidere maggiormente rispetto a quanto accaduto durante la stagione regolare.

Per anni ci siamo abituati a una NBA sempre più veloce ed efficiente, con attacchi capaci di trovare soluzioni e segnare con grande continuità.

Adesso il ritmo continua ad aumentare, ma la precisione sembra essersi presa una pausa.

Resta da capire se sia soltanto una questione di rodaggio o se questa NBA, almeno per un po’, dovrà abituarsi a correre tanto senza necessariamente segnare meglio.

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