Steph Curry, 44 punti e record NBA: “Ottimo risutlato”

Stephen Curry non sembra avere intenzione di rallentare. Quarantaquattro punti contro Minnesota, un altro record NBA e Warriors di nuovo in fiducia

Stephen Curry Draymond Green Golden State Warriors

Dopo tre sconfitte consecutive, i Golden State Warriors avevano bisogno di ritrovare qualche certezza. E quando c’è da rimettere le cose a posto, Stephen Curry rimane una garanzia.

Il numero 30 ha trascinato Golden State alla vittoria per 119-114 contro i Minnesota Timberwolves, firmando la sua miglior prestazione di questo inizio di stagione con 44 punti e un nuovo record NBA.

Per Curry si tratta infatti della 46esima partita da almeno 40 punti dopo aver compiuto 30 anni, un traguardo mai raggiunto da nessun altro giocatore nella storia della lega.

Una serata che ha permesso ai Warriors di conquistare il secondo successo consecutivo e chiudere con un bilancio positivo la trasferta di tre partite, dopo un avvio di Regular Season che aveva già fatto emergere qualche preoccupazione.

Curry da record, il piano dei Warriors funziona

La prestazione di Curry non è stata soltanto il risultato di una grande serata al tiro, ma anche di una precisa scelta tattica dello staff di Steve Kerr.

L’obiettivo era allontanare Rudy Gobert dal pitturato, costringendolo a difendere lontano dal canestro attraverso continui blocchi alti per Curry. Una strategia che ha messo in difficoltà la difesa di Minnesota, incapace di trovare le giuste contromisure.

Il quattro volte campione NBA ha iniziato ad attaccare fin dai primi possessi, prendendosi sei conclusioni nei primi sette minuti e altre dieci nel secondo quarto.

All’intervallo aveva già realizzato 23 punti con cinque triple, compresa una conclusione da oltre nove metri che ha fatto capire quanto fosse in fiducia.

Dalla panchina, il rookie Yaxel Lendeborg si è goduto lo spettacolo, ammettendo di essere rimasto impressionato dal proprio compagno.

Lo guardavo e pensavo: questo è davvero fortissimo. È assurdo, mi sono ritrovato a scuotere la testa un paio di volte

Yaxel Lendeborg

Warriors, la reazione dopo lo 0-3

Le prime tre sconfitte avevano inevitabilmente acceso qualche campanello d’allarme a San Francisco, soprattutto dopo la rimonta subita contro Memphis, capace di recuperare dodici punti negli ultimi tre minuti della gara inaugurale casalinga.

La risposta, però, è arrivata nel giro di pochi giorni.

Prima il successo convincente contro Denver, trascinato dai 31 punti, 12 rimbalzi e 6 assist di Lendeborg, poi la vittoria a Minnesota con Curry assoluto protagonista.

Due risultati che hanno restituito fiducia alla squadra, senza però nascondere i problemi ancora da risolvere.

Abbiamo ancora tante cose da migliorare, ma è bello imparare certe lezioni mentre si vince. Chiudere la trasferta con due vittorie e una sconfitta è un ottimo risultato, un passo nella direzione giusta

Stephen Curry

Ora la rivincita contro Doncic e i Lakers

Il calendario non concede molto tempo per festeggiare. I Warriors torneranno infatti a San Francisco per una serie di sei partite consecutive in casa, a cominciare dalla sfida di venerdì contro i Los Angeles Lakers di Luka Doncic.

Un appuntamento particolarmente interessante, considerando che i gialloviola avevano già battuto nettamente Golden State nella gara inaugurale della stagione.

In quell’occasione, inoltre, proprio Lendeborg era stato protagonista di un acceso confronto con Doncic, proseguito anche attraverso alcune dichiarazioni nelle conferenze stampa successive alla partita.

Quando gli è stato chiesto se non vedesse l’ora di affrontarlo nuovamente, il rookie non ha avuto dubbi.

Assolutamente sì. Ne parlerò meglio venerdì

Yaxel Lendeborg

Tre sconfitte per iniziare la stagione avevano già fatto partire i primi allarmi. Sono bastate due vittorie, una prestazione da 44 punti e il solito Curry per cambiare un po’ l’umore a San Francisco.

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