Ben Simmons: “Tornerò più forte”. E punge Steve Kerr

Dalla rottura del tendine d’Achille alla frecciata a Steve Kerr: Ben Simmons rompe il silenzio e racconta cosa vuole fare adesso

Ben Simmons NBA

Il ritorno di Ben Simmons in NBA sembrava finalmente pronto a diventare realtà. Dopo un’intera stagione lontano dai parquet, l’ex prima scelta assoluta al Draft aveva trovato una nuova opportunità con i Sacramento Kings, mostrando segnali incoraggianti durante il training camp e la preseason.

Poi, proprio alla vigilia dell’inizio della Regular Season, la rottura del tendine d’Achille in allenamento ha mandato all’aria tutti i suoi piani, costringendolo a fermarsi ancora prima di poter cominciare.

Un altro colpo durissimo per un giocatore che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con numerosi problemi fisici e una carriera sempre più lontana dalle aspettative iniziali.

A distanza di qualche settimana dall’infortunio, Simmons ha deciso di raccontare quanto accaduto in un’intervista a Marc J. Spears di Andscape, parlando del suo percorso di recupero, del rapporto con Sacramento e anche di un curioso confronto avuto con Steve Kerr durante la preseason.

Simmons: “Tornerò, farò tutto il possibile”

La rottura del tendine d’Achille rappresenta uno degli infortuni più complicati da affrontare per un giocatore NBA, soprattutto per chi, come Simmons, arriva già da diverse stagioni condizionate dai problemi fisici.

Eppure, il 30enne australiano non sembra intenzionato a considerare questa situazione come la fine della propria carriera.

La mia mentalità è quella di tornare. Farò tutto ciò che è in mio potere per recuperare, tornare in salute ed essere migliore di prima. Ho tempo e opportunità per riuscirci, quindi affronterò tutto con la stessa determinazione che sto mettendo adesso.

Ben Simmons

Simmons ha raccontato anche i momenti immediatamente successivi all’infortunio, quando si è ritrovato a terra cercando di realizzare cosa fosse appena successo.

Mi è sembrato di restare lì per ore ad aspettare, anche se ovviamente non è stato così. In quel momento ho capito che dovevo prendere una decisione: tornare oppure lasciare che questo infortunio mi abbattesse? Ho scelto di continuare a lottare. Per me non c’erano alternative. Mi sono detto: andiamo, operiamoci e iniziamo la riabilitazione.

Ben Simmons

Del resto, durante le due partite di preseason disputate con Sacramento, Simmons aveva prodotto 10,5 punti, 4 rimbalzi e 4 assist di media, tirando con il 53,8% dal campo.

Numeri incoraggianti per un giocatore che non disputava una partita ufficiale NBA dal 29 aprile 2025, quando indossava ancora la maglia dei Los Angeles Clippers.

La frecciata a Steve Kerr: “Non mi volevate?”

Nell’intervista, Simmons ha raccontato anche un episodio risalente alla preseason, quando ha avuto modo di parlare direttamente con Steve Kerr.

Durante l’estate, infatti, i Golden State Warriors avevano manifestato interesse nei suoi confronti, senza però arrivare a offrirgli un contratto NBA standard. La franchigia avrebbe preferito valutarlo attraverso un provino e un possibile accordo per il training camp.

Una situazione che Simmons non aveva particolarmente gradito, tanto da affrontare l’argomento con Kerr durante una partita.

Ho detto qualcosa a Steve. Gli ho chiesto: “Quindi non mi volevate?”. Era il primo quarto e lui mi ha risposto: “Non sapevo se fossi in salute”

Ben Simmons

La replica dell’australiano non si è fatta attendere.

Gli ho detto: “Va bene, ma è proprio per questo che avete persone il cui lavoro è venire a controllare di persona”. Comunque è andata così. Sono fatto in questo modo, sono competitivo. Non era niente di personale

Ben Simmons

Simmons ha poi raccontato di aver scambiato qualche parola anche con Stephen Curry, al quale avrebbe detto semplicemente:

Te l’avevo detto, sono pronto

Ben Simmons

Prima di scegliere Sacramento, anche i New York Knicks avevano mostrato interesse per Simmons attraverso un possibile accordo per il training camp, mentre Miami era stata accostata al giocatore senza arrivare a una proposta concreta.

Alla fine, i Kings avevano deciso di puntare su di lui con un contratto garantito da 3.5 milioni di dollari, offrendogli l’opportunità di rimettersi in gioco.

Un’occasione interrotta bruscamente dall’infortunio al tendine d’Achille.

Il futuro di Simmons: “Posso ancora giocare in NBA”

Nonostante tutto, Simmons continua a credere nelle proprie qualità e nella possibilità di tornare a essere un giocatore importante nella lega.

Sono assolutamente in grado di giocare in NBA. Sono fatto per questo. Non sono un giocatore normale, sono una specie di unicorno per il modo in cui interpreto il basket. Non sono il classico giocatore e credo di essere molto diverso dalla maggior parte degli altri

Ben Simmons

Una fiducia che, almeno nelle intenzioni, dovrà accompagnarlo durante un percorso di riabilitazione lungo e complicato.

L’ex All-Star ha inoltre sottolineato quanto sia stato importante il sostegno ricevuto dalla dirigenza, dallo staff tecnico e dai compagni dei Kings, spiegando di voler affrontare il recupero proprio a Sacramento.

Tutti sono stati fantastici, da Scott a Vivek, fino a coach Christie e ai miei compagni. Mi hanno dimostrato tanto sostegno e questa è la cosa più importante. Sacramento ormai è casa mia, è qui che ho costruito la mia vita. Ho il supporto di cui ho bisogno e per questo ha senso affrontare qui la riabilitazione

Ben Simmons

Resta invece da capire quale sarà il suo futuro contrattuale. Non è ancora certo che Sacramento decida di confermarlo anche nella prossima stagione, ma Simmons spera di poter continuare il percorso iniziato con i Kings.

Non davo per scontato niente, nemmeno il fatto di presentarmi agli allenamenti o al training camp. Ero felice di vivere ogni momento, che fosse una partita vera, un’amichevole o una semplice partitella con i compagni.

Ben Simmons

Dopo anni complicati, Simmons aveva finalmente ritrovato il piacere di stare in campo. L’infortunio lo ha costretto a ricominciare ancora una volta, ma almeno nelle sue parole non c’è spazio per la rassegnazione.

Il ritorno in NBA è rimandato, non cancellato.

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