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NBA, partite da 40 minuti: Silver ci pensa

Otto minuti in meno per ogni partita NBA. Una possibilità che piace a Silver, ma che potrebbe avere conseguenze importanti

E se le partite NBA durassero soltanto 40 minuti? Non è una proposta ufficiale, almeno per il momento, ma è un’idea che Adam Silver vedrebbe di buon occhio e che potrebbe cambiare una delle tradizioni più radicate della lega.

A riaccendere il dibattito è stato Chris Mannix di Sports Illustrated, che durante un confronto con Rachel Nichols ha raccontato come il commissioner NBA sia favorevole alla possibilità di passare dagli attuali quattro quarti da 12 minuti a quattro periodi da 10 minuti, esattamente come accade nelle competizioni FIBA.

Da quello che ho sentito, ad Adam Silver piace l’idea delle partite da 40 minuti. Ha una visione molto internazionale del basket, ma dal punto di vista economico non vedo come possa funzionare.

Chris Mannix

Non è la prima volta che se ne parla. Già nel gennaio 2025, ospite del Dan Patrick Show, Silver aveva espresso apertamente la propria preferenza per questa soluzione.

Con il basket che diventa sempre più globale, la NBA è l’unica lega a giocare partite da 48 minuti. Personalmente, sono favorevole a quattro quarti da 10 minuti

Adam Silver

L’obiettivo sarebbe rendere le partite più brevi e adatte alle abitudini del pubblico televisivo, avvicinandole alle due ore complessive rispetto alle circa 2 ore e 16 minuti registrate mediamente in NBA.

Meno minuti, meno infortuni?

Il discorso torna d’attualità in un momento in cui gli infortuni stanno creando parecchi problemi alle squadre NBA. Da Anthony Edwards a Jalen Williams, passando per Kawhi Leonard e Ja Morant, diversi giocatori importanti hanno già dovuto fare i conti con problemi fisici in questo avvio di stagione.

Ridurre la durata delle partite potrebbe sembrare una soluzione semplice per alleggerire il carico di lavoro degli atleti, ma non tutti sono convinti che funzionerebbe davvero.

Secondo Mannix, infatti, i grandi protagonisti continuerebbero probabilmente a giocare un minutaggio molto simile a quello attuale. A pagare il prezzo della riduzione sarebbero soprattutto le seconde linee, che vedrebbero diminuire ulteriormente lo spazio a disposizione.

Non credo che cambierebbe il minutaggio delle stelle. Finiremmo semplicemente per penalizzare sempre di più i giocatori della panchina, al punto che le squadre potrebbero chiedersi perché avere 15 giocatori a roster quando ne bastano 10.

Chris Mannix

C’è però anche chi vede dei possibili vantaggi. LeBron James, per esempio, si è già espresso a favore delle partite da 40 minuti, convinto che una durata inferiore potrebbe aumentare l’intensità e rendere ogni possesso ancora più importante.

I tifosi NBA non la prendono benissimo

La possibilità di modificare la durata delle partite ha comunque scatenato parecchie critiche sui social, dove molti tifosi hanno accolto la notizia con poco entusiasmo.

No! Questo rovinerebbe letteralmente il basket… cambierebbe la storia del basket e il modo in cui confrontiamo le statistiche tra generazioni diverse.

Tifoso NBA

Ed è proprio questo uno dei punti più delicati. La NBA ha sempre giocato partite da 48 minuti e passare a 40 significherebbe cambiare inevitabilmente il valore dei numeri, dai record individuali alle medie realizzative, rendendo più complicati i confronti con il passato.

Senza dimenticare l’aspetto economico. Otto minuti in meno a partita significherebbero anche meno spazio per la pubblicità e, potenzialmente, ricavi inferiori per la lega e per le franchigie.

Al momento, comunque, non esiste alcuna decisione ufficiale né una modifica del regolamento già programmata. Le parole di Mannix hanno semplicemente riportato al centro della discussione un’idea che Silver aveva già mostrato di apprezzare.

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