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Warriors, Curry e l’abilità di non affaticarsi mai

Il giocatore dei Warriors non cura solamente gli aspetti tecnici, dedicandosi ad aspetti che gli permettano di eccellere in ogni momento

L’abilità più nota di Stephen Curry è naturalmente il suo tiro, la qualità del suo rilascio e una tecnica da dietro l’arco davvero formidabile.

Per eccellere in questo durante tutta la partita, il suo immenso talento non basta. È necessario, per un giocatore di grande movimento come il due volte MVP, recuperare più energie possibili nei momenti che il gioco permette, per arrivare nei minuti finali ancora lucido e pronto per la giocata decisiva.

Come riporta David Fleming di ESPN in una sua analisi, l’abilità di Steph risiede nella capacità di far calare in maniera significativa la sua frequenza cardiaca nelle brevi pause.

I dettagli da curare sono molti e Steph non si concentra solo sull’allenamento tecnico, spendendo molto tempo a curare la sua meccanica respiratoria. Una tecnica di respiro efficace permette un recupero migliore ed in minor tempo, affaticandosi tardivamente rispetto agli altri.

Un segreto di Pulcinella, ma che troppo spesso molti atleti tralasciano. Mentre molti giocatori durante i time-out si limitano a sedersi e bere del Gatorade, Curry molto spesso si sdraia supino e pone un peso appena sotto le coste, per sovraccaricare e allenare il diaframma.

Un metodo che sembra funzionare per il giocatore dei Warriors, che sta registrano una media di 34.3 minuti per partita, il suo massimo dal 2013.

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