Knicks, tre punti chiave della stagione 2021-22

Andiamo ad analizzare tre punti chiave della stagione dei New York Knicks

Kemba Walker alla presentazione coi Knicks

Dopo 7 lunghe stagioni finalmente i New York Knicks sono tornati alla postseason provocando l’entusiasmo di una intera città e di un tifo che è tra i più calorosi della lega. Nonostante l’uscita al primo turno, la squadra ha dimostrato enormi margini di miglioramento e il front office ha svolto un eccellente lavoro in questa offseason, migliorando nettamente il roster a disposizione di coach Thibodeau.

Hanno ingaggiato dopo il buyout con OKC Kemba Walker, nativo della città, hanno firmato Evan Fournier fresco di medaglia d’argento alle olimpiadi, hanno esteso il contratto di Julius Randle, trascinatore della passata stagione che gli è valsa la chiamata nell’ All-Star game e il premio di MIP e acquistando Derrick Rose, uomo chiave della second unit. New York adesso deve dimostrare che la scorsa stagione non è stata un caso, lottando in una Eastern Conference diventata improvvisamente molto competitiva.


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Andiamo ad analizzare tre punti chiave che potrebbero rendere i Knicks la vera sorpresa di quest’anno.

La rivincita di Kemba Walker

Gli infortuni al ginocchio hanno afflitto la scorsa stagione di Kemba ai Celtics, limitandolo a giocare solamente 43 partite nella scorsa stagione. Nelle poche uscite è stato l’ombra del giocatore incredibile che abbiamo ammirato a Charlotte, dove veniva soprannominato “Cardiac Kemba”, per la sua capacità di segnare allo scadere e di terrorizzare le difese avversarie.

L’efficacia di Walker ai Celtics è diminuita per via anche della presenza sul parquet del duo Brown-Tatum e sooprattutto il suo punto forte, i tiri dal mid-range, sono mancati. Nella scorsa stagione ha segnato solamente il 35% dei suoi tentativi, contro il 47% di media fatto registrare a Charlotte.

A Kemba serviva un ambiente che lo rimettesse al centro del progetto e che gli desse gli stessi compiti che aveva a Charlotte e New York è la piazza perfetta per lui. Sarà in grado di gestire completamente l’attacco, sfruttando la sua grande capacità di mettere in ritmo i compagni e di creare superiorità attraverso i suoi 1v1, in un sistema che sembra adatto perfettamente a evidenziare i suoi punti di forza.

Sistema offensivo

Uno dei maggiori problemi che ha afflitto i Knicks nella passata regular season e nei playoff è stato l’attacco. Nonostante la 4a miglior difesa della NBA, i Knicks si sono classificati solamente 22esimi in attacco, il che ovviamente è stato uno dei grandi fattori dell’eliminazione al primo turno per mano degli Atlanta Hawks. Ciò ha comportato anche uno prestazione scadente da parte di Randle nella postseason, in quanto ha ricevuto tutte le attenzioni difensive della squadra avversaria, non riuscendo a sopportare tutto il peso dell’attacco da solo.

Thibodeau si è allora dovuto affidare all’unico regista di qualità che avesse in squadra, ovvero Derrick Rose, il quale nonostante sia riuscito a tenere a galla la serie con prestazioni incredibili, non ha potuto fare molto di più contro una squadra dalle capacità offensive interminabili come Atlanta. Per ovviare a ciò, la squadra ha aggiunto grandi scorer come Walker e Fournier e rifirmato Burks.

Sebbene Fournier abbia deluso la passata stagione con i Celtics, la corsa olimpica alla finale con la nazionale francese ha dimostrato di che pasta è fatto veramente, segnando 18.7 punti di media con il 53,5% dal campo. Fournier è ideale da avere in campo perché non necessita della palla tra le mani per eccellere e può diventare letale sugli scarichi di Walker e Randle, come dimostra il 41,7% da 3 punti della passata stagione, toccando il picco massimo del 46,3% in maglia Celtics. Burks ha dimostrato anche di essere un ottimo tiratore da 41,5% da 3 punti.

Randle finalmente non sentirà tutta la pressione dell’attacco su di lui e avrà giocatori affidabili se il suo tiro non dovesse avere continuità.

Profondità del roster

Fournier e Burks sono solo la punta dell’iceberg della profondità dei Knicks in questa stagione. Oltre a questi due tiratori affidabili, i Knicks ritroveranno anche Mitchell Robinson dopo l’infortunio al piede della passata stagione. Il centro 22enne ha solo scalfito la punta del suo potenziale, dimostrando già di essere un grande stoppatore e un grande difensore. Nerlens Noel ha stupito anche per la sua grande capacità di protezione del ferro con una media di 2,2 stoppate, con New York quindi che creerà problemi a chiunque provi ad attaccare il ferro.

Come riserva di Walker, Rose ha dimostrato di saper ricoprire qualsiasi ruolo gli venga richiesto, dimostrando di essere diventato un grandissimo “regista”. Da non dimenticare anche il sophomore Immanuel Quickley, il quale è riuscito a raggiungere una media di 29 punti per 100 possessi, la più alta della sua classe Rookie e con la squadra che ha segnato 4,3 punti in più su 100 possessi con lui in campo.

Con questa profondità, i Knicks potrebbere davvero regalare grandi sorprese in una Eastern Conference più agguerrita che mai.

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