Lakers, Westbrook: “Westbrick? Il mio nome non può essere disonorato”

Secondo Westbrook, le critiche nei suoi confronti sono andate troppo oltre il basket, colpendo la famiglia

Russell Westbrook

17 punti, 10 rimbalzi e 5 assist per Russel Westbrook – l’unico dei Big Three dei Lakers in campo contro gli Spurs – ma i gialloviola cadono di nuovo.

117 a 110 contro San Antonio che regala il successo numero 1335 a Greg Popovich in carriera pareggiando il record storico di Don Nelson.

Ci mancava stazza sotto canestro. Penso che però abbiamo fatto il miglior lavoro possibile per la maggior parte della partita. Ogni volta che vinciamo una partita succede poi qualcosa dopo, è stato così per tutta la stagione, ma dobbiamo andare avanti perché certe cose sono fuori dal nostro controllo

Russell Westbrook

Dopo i 56 punti segnati contro gli Warriors, è pesante l’assenza di LeBron James per un problema al ginocchio. Solo l’ultimo dei problemi fisici che impediscono ai Lakers di acquisire una continuità che stanno pagando a caro prezzo.

Cambia il nostro modo di giocare. La nostra filosofia, la nostra difesa e il piano partita. Dobbiamo sempre trovare il modo di aggiustare le cose e trovare modi di diversi per avare impatto sulla partita

Russell Westbrook

Westbrook, che detiene il Record di Triple Doppie all-time, ha poi commentato anche alcune vicende che lo hanno visto oggetto di alcune pesanti critiche, che non hanno preso in considerazione unicamente il Russell giocatore, da parte dei media nell’ultima settimana.

Il play dei Lakers ha preso le difese della propria famiglia e della moglie, Nina Earl, dopo una storia su Instagram in cui si è rivolta direttamente al critico Skip Bayless e che ha dato una risposta decisa alle diverse minacce ricevute sui social in questa stagione.

Mia moglie e la mia famiglia si sono stancati. Penso che fino a quando si parla di basket e di tiri segnati o mancati è un conto, ma diventa una questione quando il mio nome viene disonorato. L’altro giorno mia moglie era a scuola per mio figlio e la maestra gli ha detto che scrive il suo nome ovunque. E’ orgoglioso del cognome che porta. “Sono un Westbrook”. Questo mi ha impressionato perché non posso più permettere che il mio cognome venga disonorato in questo modo. E’ l’eredità dei miei figli, così come lo è stato per me e i miei genitori. Me ne occuperò quando sentirò di nuovo questo tipo di critiche

Russell Westbrook

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