Collin Gillespie, sulle orme di Jalen Johnson

In una stagione che ha consacrato Jalen Johnson come imprescindibile, Collin Gillespie si è imposto come nuovo riferimento per chi cerca punti, solidità e plusvalenze Dunkest

Collin Gillespie Suns

Mentre ci avviciniamo sempre più al giro di boa della stagione NBA, possiamo già tirare le prime somme. Alcune certezze sono già crollate: Domantas Sabonis da solido per eccellenza sta vivendo la stagione con meno partite giocate della sua carriera, LeBron James sembra iniziare a rallentare e Trae Youngnumeri alla mano – sembra essere tornato al suo anno da Rookie.

Come ogni anno, accanto alle delusioni emergono anche nomi che più di altri sorprendono gli appassionati. In questa stagione Jalen Johnson è diventato, partita dopo partita, insostituibile, ma la 2025/26 sembrerebbe averci già regalato un erede naturale: Collin Gillespie.

Da comparsa a protagonista nei Suns

Se all’inizio della stagione 2025/26 qualcuno avesse inserito Collin Gillespie nella lista dei giocatori più influenti dei Phoenix Suns, sarebbe stato guardato quantomeno con sospetto. E invece, a distanza di mesi, la realtà racconta una storia diversa: quella di un giocatore che sta vivendo la stagione della svolta per lui, diventando un fattore importante in campo, per una squadra che – attualmente – viaggia con record positivo nella Western Conference.

L’occasione nasce dalla necessità, i Suns hanno vissuto mesi complicati, tra rotazioni rivedibili, infortuni e la costante ricerca di un equilibrio offensivo. In questo contesto Gillespie ha risposto presente ogni volta che è stato chiamato in causa, dimostrando capacità di gestione dei ritmi, pericolosità dal perimetro e la personalità per prendersi la responsabilità nei finali di partita.

A livello statistico viaggia a 14 punti, 5.1 assist e 4 rimbalzi di media, tirando quasi col 43% da oltre l’arco – in linea con la passata stagione – aumentando il volume di triple prese, da 2.7 a 7.1 a partita. Considerano esclusivamente le gare disputate partendo in quintetto, le sue medie salgono a 17 punti, 5.5 assist e 4.1 rimbalzi, con 8 triple a sera – segnandone il 44 % – e quasi 2 rubate di media: numeri da quasi All-Star.

Il dato più interessante però, non è solo statistico, ma qualitativo: Phoenix gioca meglio quando lui è in campo, non forza, non rallenta, non si nasconde, è il classico giocatore che “fa girare la squadra”, con un QI cestistico sopra la media ed una solidità mentale che emerge soprattutto nei momenti di pressione.

Una costante plusvalenza

Se sul campo parliamo di un giocatore affidabile ed efficiente, in ottica Dunkest è ancor più prezioso, rivelandosi una pick clamorosa per rapporto qualità/prezzo. Partito con una quotazione di appena 5 crediti, ha più che raddoppiato il proprio valore, raggiungendo i 10.7 e diventando uno di quei giocatori capaci di regalare punteggi solidi, sbagliando molto raramente una partita.

Nel confronto con gli altri giocatori che hanno realizzato la maggiore plusvalenza complessiva, Gillespie si piazza al terzo posto (+5.7) alle spalle di Ryan Rollins (+6.3) – al comando grazie ad un grande avvio di stagione ed all’ultima contro Charlotte che gli ha fruttato un +0.9 – e proprio Jalen Johnson (+5.8) destinato però ad un calo fisiologico tra i ritorni di Young e Porzingis e l’elevata quotazione raggiunta. A differenza degli altri, dal confronto statistico emerge una sua caratteristica fondamentale: l’affidabilità.

Non solo Gillespie è il giocatore che ha realizzato meno minusvalenze – appena 4 in 28 giornate Dunkest – ma è anche quello che, quando è andato in negativo, ha garantito l’impatto meno dannoso sulle nostre fantasquadre – con solo -0.7 totale – rispetto a Rollins (-1.2) e Johnson (-1).

Il Most Improved Player è alla portata?

Arriviamo alla domanda più intrigante: Collin Gillespie può vincere il MIP? Realisticamente, il premio di Most Improved Player tende a favorire giovani stelle che esplodono, giocatori con salti statistici molto evidenti e soprattutto nomi già sotto i riflettori mediatici.

Da questo punto di vista parte indietro, visti i numeri complessivi non ancora da All-Star ed il mercato di Phoenix che, per quanto rilevante, non lo proietta automaticamente in primo piano. Non a caso i Bookmakers indicano tra i favoriti alla vittoria del premio: Deni Avdija, Jalen Johnson, Keyonte George, Jalen Duren e Josh Giddey, giocatori ben più affermati del prodotto di Villanova.

Ma attenzione alla narrativa che questa stagione ha ancora da presentarci, perchè Gillespie incarna perfettamente un punto cardine del MIP: passare da giocatore funzionale a giocatore chiave. Gli ultimi 3 vincitori sono stati: Dyson Daniels (2024/25) col passaggio ad Atlanta, Tyrese Maxey (2023/24) con l’addio di Harden e Lauri Markkanen (2022/23) nel primo anno ai Jazz.

Se i numeri non sono ancora totalmente dalla sua parte, il prosieguo di stagione e la titolarità guadagnata potrebbero preannunciare una storia ancora tutta da scrivere. Ad oggi, quello che è certo, è che meriti comunque di essere nella conversazione: è il classico profilo che gli addetti ai lavori rispettano profondamente, anche quando il grande pubblico fatica a notarlo.

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