Come vincere a Dunkest? I consigli del campione
Plusvalenze, coach, capitano, turni e news NBA: Fabio Ravera apre il suo playbook e racconta come affronta una stagione Dunkest
A Dunkest non esiste una formula magica per vincere, ma strategie, abitudini e piccoli accorgimenti possono fare parecchia differenza nel corso di una stagione. Per parlarne abbiamo quindi chiesto aiuto a Fabio Ravera, uno dei giocatori storici di Dunkest.
Fabio gioca fin dalla prima stagione e il suo palmarès parla per lui: negli anni ha vinto praticamente di tutto, dalle Giornate alla Classifica Generale, passando per la Dunkest Cup, senza dimenticare i tanti secondi posti e piazzamenti importanti. Insomma, uno che Dunkest lo conosce decisamente bene.
Gli abbiamo quindi chiesto di aprire il suo playbook e raccontarci come affronta una stagione: dalla costruzione della squadra alla scelta del coach, passando per capitano, gestione dei turni e quelle news dell’ultimo minuto capaci di mandare all’aria una formazione preparata per giorni.
E per chi cerca qualche nome da segnarsi, a fine articolo Fabio ci ha lasciato anche i suoi consigli speciali per affrontare le prime Giornate, tra possibili plusvalenze, scommesse e big su cui puntare.
Prima i crediti, poi la classifica
La prima lezione riguarda la costruzione della squadra e parte da un concetto che Ravera ha maturato con l’esperienza: non si gioca allo stesso modo per tutta la stagione.
Nelle prime Giornate la classifica può aspettare. L’obiettivo principale diventa costruire valore, anche accettando qualche punto in meno nel breve periodo.
All’inizio tendo a lasciare in secondo piano la classifica. Mi concentro soprattutto sulla possibilità di creare plusvalenze importanti per il prosieguo della stagione, anche a discapito di un punteggio migliore nella prima fase
Fabio Ravera
Una strategia che permette di preparare il terreno per i mesi successivi, quando il numero di partite aumenta e, soprattutto, iniziano ad esserci abbastanza dati per andare oltre le semplici sensazioni.
È qui che il metodo cambia. Ravera comincia ad analizzare maggiormente i matchup e il rendimento delle difese nei diversi spot, senza però diventare schiavo dei numeri. Lo stato di forma viene prima di tutto: se un giocatore sta attraversando un grande momento, può valere la pena cavalcarlo anche davanti a una partita non ideale.
Nella parte conclusiva della Regular Season entra invece in gioco un’altra variabile: le motivazioni. Classifica NBA alla mano, la preferenza va ai giocatori e alle squadre che hanno ancora qualcosa per cui lottare.
Ho notato che il rendimento di alcuni giocatori cambia nell’ultima parte della stagione. Per questo tendo a scegliere chi ha ancora obiettivi e motivazioni
Fabio Ravera
Tradotto in linguaggio Dunkest: novembre, febbraio e aprile sono tre mondi diversi. E la strategia deve cambiare insieme alla stagione.
Sul coach si rischia poco
Se sui giocatori c’è spazio per scommesse e intuizioni, sul coach Ravera segue da anni una regola decisamente più conservativa.
La squadra parte proprio da lì.
Il prezzo passa quasi in secondo piano: se per assicurarsi una scelta considerata affidabile bisogna spendere 12 crediti, quei crediti vengono messi sul tavolo. Anche a costo di risparmiare successivamente in un altro ruolo.
Se il coach costa 12 ma non ci sono alternative più economiche di cui mi fido, li spendo e pazienza. Preferisco risparmiare su un giocatore. Tendo a non rischiare quasi mai con il coach, salvo condizioni particolari
Fabio Ravera
Il concetto è semplice: meglio sacrificare qualcosa nella costruzione del roster piuttosto che partire con il rischio concreto di un malus dalla panchina.
Capitano? Finché c’è Jokic…
Qui la strategia utilizzata negli ultimi anni è stata decisamente meno complicata.
Nikola Jokic. Fine.
Quando il serbo è presente nella sua squadra, Ravera tende ad affidargli la fascia senza preoccuparsi troppo del matchup e, in diverse occasioni, senza nemmeno costruirsi una vera alternativa.
La stagione 2026/27, però, potrebbe cambiare le carte in tavola. Il nuovo prezzo di Jokic – 30 crediti – rende molto più complicato inserirlo sistematicamente e potrebbe costringere anche uno specialista come Ravera a rivedere le proprie abitudini.
Quando scelgo Jokic non mi preoccupo molto del capitano e mi affido sempre a lui. Quest’anno, però, con il prezzo che gli avete attribuito dovrò sicuramente cambiare strategia in molte circostanze. Si vedrà strada facendo
Fabio Ravera
Insomma, forse siamo riusciti anche noi a mettere in difficoltà il campione.
“Giocare lungo” per avere sempre una seconda possibilità
Un’altra caratteristica del suo modo di giocare riguarda la gestione dei turni. Ravera preferisce generalmente “giocare lungo”, distribuendo il roster in modo da mantenere aperta la possibilità di intervenire.
Questo può significare rinunciare sulla carta a una squadra leggermente più forte, ma offre un vantaggio che nel corso della Giornata può diventare fondamentale: poter rimediare a una scelta sbagliata.
Preferisco una squadra magari meno forte ma più coperta, per avere sempre in campo un buon punteggio e la possibilità di rimediare
Fabio Ravera
Non significa però scegliere un giocatore soltanto perché scende in campo nel turno giusto. Quando Ravera individua una scelta che considera particolarmente sicura, il calendario passa in secondo piano: quel giocatore entra comunque.
La copertura dei turni è quindi uno strumento, non una regola capace di ribaltare completamente le gerarchie.
Le news possono cambiare tutto
Puoi studiare matchup, statistiche e calendario quanto vuoi. Poi, a poche ore dalla palla a due, arriva la classica news NBA (entrate nel nostro canale telegram per avvere aggiornamenti live) e bisogna ricominciare.
Per Ravera seguire gli aggiornamenti a ridosso dell’inizio della Giornata è una componente fondamentale del gioco. Tanto che una notizia può portarlo a modificare pesantemente una squadra già completata.
Quando invece gli impegni non permettono di seguire gli aggiornamenti fino all’ultimo minuto, la strategia cambia: meglio puntare su giocatori il cui impiego non presenta particolari dubbi.
Anche qui, però, entra in gioco la classifica Dunkest.
Se c’è bisogno di recuperare terreno, assumersi qualche rischio può diventare necessario. Soprattutto se il giocatore in dubbio è un big capace di spostare davvero il punteggio.
Se devo scalare la classifica posso correre il rischio di prendere un giocatore in dubbio. Se è un big posso rischiarlo, per altri invece non ne vale la pena
Fabio Ravera
Ed è probabilmente questo il filo conduttore che attraversa tutta la strategia di Ravera: non esiste una scelta corretta in assoluto.
La stessa decisione può avere senso oppure no a seconda del momento della stagione, della classifica, dei crediti disponibili e persino del tempo che si ha per seguire le news. Imparare ad adattarsi, più che trovare una formula da ripetere ogni Giornata, sembra essere uno dei veri segreti per restare competitivi a Dunkest nel lungo periodo.
I consigli del Campione
Chiudiamo con qualche dritta, partendo dai giocatori che secondo lui possono regalare subito una buona plusvalenza. Tra le guardie il primo nome è Max Strus (G, 6 cr.): con Ingram fuori potrebbe partire in quintetto e avere parecchie responsabilità in attacco, soprattutto considerando un quintetto Clippers non proprio pieno di bocche da fuoco. A 6 crediti può diventare molto interessante. Occhio anche a Egor Demin (G, 6 cr.) dei Nets: qui siamo più nel campo delle scommesse, ma la buona preseason merita almeno un pensierino.
Tra le ali piace Jonathan Kuminga (A, 7 cr.). Ha punti nelle mani, gioca in un contesto vincente e potrebbe partire con grandi motivazioni. La scommessa di Fabio è invece Gui Santos (A, 9 cr.), che potrebbe trovare spazio e occasioni importanti anche grazie all’infortunio di Porzingis: se le sfrutta, la plusvalenza può arrivare in fretta.
Più complicato trovare il nome giusto tra i centri, ma Fabio punta su Zach Edey: se il fisico gli darà finalmente un po’ di tregua, ha tutto per vedere il suo prezzo salire parecchio nel corso della stagione.
E il big da prendere oltre a Jokic? Fabio non ha molti dubbi: Giannis Antetokounmpo. Ritmo alto, campo aperto e tanta transizione: il gioco di Spoelstra sembra fatto apposta per esaltare le caratteristiche di Giannis. E per noi fantallenatori potrebbe voler dire tanti, tanti PDK.
Il playbook di Fabio adesso è anche nelle vostre mani. Fatene buon uso, create plusvalenza e tenete sempre un occhio alle news. Per tutto il resto, preparatevi: la prima Giornata è già pronta a distruggere mesi di strategie.