Trade Lillard, ecco perchè i Miami Heat sono la scelta migliore

Dopo settimane di indiscrezioni e rumors, il mese di agosto potrebbe essere quello decisivo per la chiusura della trade di Damian Lillard

Damian Lillard in maglia Blazers

Non mi hanno mai fatto impazzire i numerosi e quasi sempre poco veritieri rumors estivi sulle varie trattative in corso e credo che questa estate nel mondo NBA si sia raggiunto l’apice dell’imbarazzo su questo fronte.

Dal 2 Luglio infatti, cioè la data in cui Damian Lillard ha richiesto la trade ai Portland Trail Blazers, si sono accavallati e rincorsi ogni giorno le più svariate e fantasiose ipotesi di mercato, a volte anche al limite del ridicolo. Un contorno che di certo non aiuta nè il giocatore nè tantomeno la povera franchigia dell’Oregon, che ha dimostrato comunque di non saper gestire nè tantomeno accontentare le richieste della sua superstar.

Tuttavia, adesso che siamo arrivati finalmente ad Agosto, un mese caldissimo in tutti i sensi, potremo assistere ad una svolta decisiva per il tanto agognato scambio che spedirà con ogni probabilità Dame nell’estremo sud della Florida, l’unico ambiente in cui può avere la possibilità di arrivare al tanto sognato primo anello. Miami lo aspetta, l’affare probabilmente è già chiuso da diverso tempo, e credo che alla fine possa risultare la soluzione ideale per tutti.

Mentre guardo in giro e parlo con dirigenti e agenti, non riesco a identificare un’altra squadra che stia seriamente facendo un’offerta per Dame Lillard a questo punto. La mia convinzione è che nemmeno gli Heat possano farlo

Brian Windhorst

Gli Heat non hanno altra alternativa se non quella di gettarsi a capo basso su Damian Lillard, avendo svuotato completamente ogni singolo pezzo del back-court in off-season, a partire dal fatidico duo Gabe VincentMax Strus che tanto aveva impressionato nel corso degli ultimi play-offs. Mossa dolorosa quanto inevitabile, soprattutto considerando il poco spazio a disposizione, che si aggraverà ancora di più dopo che Tyler Herro è uscito dal contratto da rookie, arrivando a guadagnare adesso più o meno 30 milioni a stagione per 4 anni.

Proprio su questo nome tuttavia Pat Riley lavora da diverso tempo. Il ragazzo ha mercato, ed è l’unico vero asset che Miami può offrire. Se si considera poi che, in quattro stagioni, l’ex Kentucky ha maturato anche una discreta esperienza in post-season, il valore sale ancora. Il problema è che Portland ha già Scoot Henderson, giocatore che deve giocare ad ogni costo con la palla in mano, e che di certo non gradirebbe la concorrenza di un altra guardia “ingombrante” come Herro. L’aggiunta di una terza squadra appare dunque inevitabile. E qui le ipotesi possono variare.

Al momento la squadra che ha più spazio libero sono i San Antonio Spurs, che potrebbero accaparrarsi dunque sia Herro che Jusuf Nurkic, altro giocatore in uscita che i Blazers vorrebbero inserire nello scambio. A Portland andrebbero probabilmente Doug McDermott e Zach Collins, entrambi in scadenza l’anno prossimo, e che appaiono fuori luogo in Texas.

Miami dovrebbe inoltre sbarazzarsi sia di Nikola Jovic che di Jaime Jacquez Jr, la versatile ala grande di origine messicana che tanto ha impressionato sia nell’ultima stagione a UCLA che in Summer League. Avendo firmato da poco il suo contratto da rookie con gli Heat, il ragazzo non poteva essere scambiato fino a due giorni fa, motivo per il quale si prevede che, nelle prossime settimane, qualcosa possa sbloccarsi.

Per concludere, almeno uno tra Kyle Lowry e Duncan Robinson dovrò necessariamente lasciare Miami. Nel ruolo di point-guard di riserva infine, rimasta scoperta, potrebbe essere buono il nome di Devonte Graham, sotto contratto ancora per due stagioni con gli Spurs, e che invece potrebbe dare una decisa mano in Florida.

Un ipotetico duo formato da Damian Lillard e Jimmy Butler, contornato ovviamente da un decente supporting-cast, sarebbe quanto di più micidiale si possa trovare attualmente nella lega. Due giocatori da sempre sottovalutati, snobbati dalla maggior parte dei media americani, e che da soli si sono costruiti tutta la strada per arrivare a diventare ciò che sono adesso.

Gli anni passano, i due di certo non ringiovaniscono, ed è per questo un obbligo per gli Heat provare a sfruttare tutto il loro potenziale adesso, per provare a dare quel tanto meritato titolo a questi due ormai ragazzoni. Sarebbe dunque una vera e propria rivincita degli underdog, come direbbe qualcuno qua da noi, e la dimostrazione che per vincere non servono solo il talento ed i grandi nomi.

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