Perché Kevin Durant ha detto no al ritorno ai GSW

KD e Golden State Warriors: una reunion che sembrava imminente prima dell’ultima trade deadline, ma qualcosa ha bloccato tutto all’ultimo momento

Kevin Durant e Stephen Curry con la maglia dei Golden State Warriors

Una delle coppie che ha fatto sognare i tifosi di Golden State nello scorso decennio è stata quella formata da Kevin Durant e Stephen Curry. I due sono stati compagni di squadra per tre stagioni, conquistando gli anelli nel 2017 e nel 2018, e sfiorando quello del 2019, sfumato a causa dell’infortunio dell’ex stella di Oklahoma City. Ma i problemi degli Warriors in quel periodo affondavano le radici ancora più lontano.

Nella offseason del 2019, il futuro di Kevin Durant a Golden State era in bilico: stava per diventare free agent e doveva decidere se continuare a condividere la gloria con Curry o intraprendere un’avventura lontano dalla Baia.

La goccia che fece traboccare il vaso fu il litigio con Draymond Green durante una partita di regular season contro i Clippers, evento che convinse Durant a lasciare la squadra.

Dopo l’esperienza a Golden State, che gli ha regalato due titoli NBA e due MVP delle Finals, Durant ha deciso di trasferirsi a Brooklyn per formare un duo con Kyrie Irving (e James Harden). I risultati, però, non sono stati quelli sperati, tra infortuni e sfortune varie. La sua avventura ai Nets si è conclusa con l’approdo ai Phoenix Suns, dove ha giocato per una stagione e mezza, ma anche qui le cose non sono andate come previsto.

Le voci su un possibile addio tra Durant e la franchigia dell’Arizona circolavano già prima della deadline di febbraio, quando si ipotizzava una possibile reunion con la sua ex squadra.

Golden State dice si, Kevin Durant no

Ieri RealGM ha riportato le trattative tra Golden State e Phoenix per riportare sotto la guida di Steve Kerr un talento di primissimo livello come Kevin Durant. Pur non avendo bisogno dell’ex MVP per confermarsi al vertice dell’NBA, gli Warriors, dopo la partenza di Klay Thompson la scorsa estate, erano alla ricerca di una nuova stella da affiancare a Curry e tentare un nuovo assalto al titolo.

Questa mossa avrebbe potuto rappresentare un ritorno importante per Durant, ma anche un modo per Golden State di consolidare ulteriormente la propria leadership nella lega.

Se Durant e Curry si fossero ritrovati insieme a Golden State, avrebbero davvero messo in difficoltà l’intera NBA, a cominciare dagli attuali campioni, gli Oklahoma City Thunder. I numeri di Durant dimostrano che resta un atleta di altissimo livello, capace di alzare l’asticella della propria squadra fino a trasformarla in una seria candidata al titolo NBA.

Ma allora, perché Kevin Durant ha rifiutato un ritorno a Golden State? I motivi principali sembrano essere due: il desiderio di vincere un anello senza Steph Curry e la presenza di Draymond Green nel roster degli Warriors.

Il sogno di Durant

Oggi in NBA conta più avere una squadra solida attorno a due stelle che un superteam pieno di All-Star, una lezione che Kevin Durant ha imparato bene nelle sue esperienze a Brooklyn e Phoenix. Ai Nets, la convivenza con Irving e Harden non ha prodotto i risultati sperati, arrivando al massimo a una semifinale di Conference. Ai Suns, invece, la collaborazione con Devin Booker e Bradley Beal si è conclusa senza nemmeno una partecipazione ai playoff nell’ultima stagione.

Nel corso della sua carriera, molti tifosi hanno messo in dubbio la capacità di Kevin Durant di vincere un anello senza Stephen Curry. Eppure, quando gli Warriors hanno trionfato, l’MVP delle Finals in entrambe le occasioni è stato proprio l’ex OKC.

Questo fa capire molto sul mindset di Durant: come già dimostrato dalla stella degli Warriors nel 2022, vuole provare di poter vincere anche senza Curry. Finora la sua missione non è ancora riuscita, ma la nuova avventura a Houston potrebbe rappresentare l’occasione perfetta per rifarsi e dimostrare il suo valore anche in solitaria.

A questo punto della sua carriera, il numero 35 cerca soprattutto di consolidare la propria legacy e di portare a casa un altro anello. Probabilmente il rapporto con Draymond Green non è più quello di una volta, quando Durant arrivò a Golden State: negli anni le cose si sono evolute, non necessariamente in meglio, come dimostrano alcune dichiarazioni passate, e questo ha spinto il giocatore di Houston a rinunciare a un ritorno nella sua vecchia squadra.

Alla fine, Golden State ha rafforzato il proprio roster con l’arrivo di Jimmy Butler, aumentando lo star power e ottenendo risultati promettenti. Nel frattempo, Kevin Durant ha atteso la free agency per liberarsi dal contratto con i Suns e firmare con i Rockets. Sarà la stagione, in partenza tra un mese, a dirci chi avrà avuto davvero ragione tra le due parti.

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