Clippers, niente rebuilding: Leonard, Harden e Zubac non si muovono
I numeri di squadra preoccupano, ma la dirigenza non cambia linea. I Clippers credono ancora nel loro core e respingono ogni offerta di mercato.
Nonostante una stagione che fin qui racconta più ombre che luci, i Los Angeles Clippers non intendono cambiare rotta sul mercato. Secondo quanto riportato da DallasHoopsJournal, la franchigia californiana sta respingendo ogni offerta di trade arrivata per Kawhi Leonard, James Harden e Ivica Zubac, confermando la volontà di andare avanti con l’attuale nucleo.
I Los Angeles Clippers stanno respingendo le offerte di trade per Kawhi Leonard, James Harden e Ivica Zubac
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Il contesto, però, è tutt’altro che rassicurante. Il record dice 6-21, quattordicesimo posto nella Western Conference e una squadra che fatica a trovare continuità su entrambi i lati del campo. Eppure, dietro le quinte, il messaggio è chiaro: niente smantellamento.
Una scelta che ha una motivazione precisa. La prima scelta al Draft 2026 appartiene già agli Oklahoma City Thunder, dettaglio che pesa enormemente sulle strategie future. Come riferito da fonti NBA, la dirigenza non considera sensato “far saltare il banco” senza avere il controllo delle proprie pick, preferendo invece restare competitiva e provare a raddrizzare la stagione.
Il front office non vuole smantellare il roster… crede ancora di poter puntare a un posto al play-in una volta che l’ala Derrick Jones Jr. tornerà dall’infortunio al ginocchio
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In questo scenario si inserisce anche una convinzione interna: la stagione non è ancora persa. All’interno della franchigia filtra l’idea che, con il rientro di Derrick Jones Jr., fermo per un problema al ginocchio, i Clippers possano costruire una rimonta almeno verso la zona play-in. Una speranza che oggi appare ambiziosa, ma che spiega la chiusura totale alle trattative.
Dal punto di vista individuale, Kawhi Leonard continua a offrire numeri da superstar, quando riesce a essere disponibile. Con uno stipendio da circa 50 milioni di dollari, l’ala sta viaggiando a 25 punti di media, con ottime percentuali sia dal campo che dalla lunetta, confermandosi un riferimento offensivo assoluto nelle 16 partite disputate. Il problema, semmai, resta la continuità fisica, tema che accompagna da anni l’intero progetto Clippers.
Accanto a lui, James Harden resta il vero perno creativo della squadra. Alla prima stagione completa a Los Angeles, il Barba sta producendo 26 punti e oltre 8 assist di media, con un impatto costante sul gioco offensivo. Numeri importanti, che giustificano la decisione di non ascoltare offerte nonostante un contratto pesante da oltre 39 milioni.
Meno sotto i riflettori ma altrettanto centrale è il ruolo di Ivica Zubac. Il centro croato sta vivendo una delle stagioni più solide della sua esperienza NBA, garantendo presenza nel pitturato, efficienza offensiva e affidabilità a rimbalzo. Con oltre 16 punti e 11 rimbalzi a partita, e un salario relativamente contenuto, rappresenta uno dei tasselli più stabili del roster.
Il vero nodo resta però collettivo. I Clippers sono tra le peggiori squadre della lega per produzione offensiva e rendimento difensivo, con un net rating ampiamente negativo che fotografa una squadra senza identità chiara. Né l’attacco né la difesa stanno funzionando come previsto, e il talento individuale non è bastato a mascherare le difficoltà strutturali.
Eppure, nonostante tutto, la dirigenza sembra voler difendere fino in fondo un progetto che, dall’arrivo di Leonard nel 2019, ha regalato più delusioni che soddisfazioni. Una sola apparizione alle Finali di Conference, il traumatico 3-1 sprecato contro Denver nella bolla del 2020 e l’incapacità di fare l’ultimo salto di qualità hanno segnato questa era.
Ma Los Angeles non ha mancato i playoff NBA dal 2022 e, almeno per ora, preferisce resistere, puntando su salute, continuità e su un finale di stagione diverso rispetto a quanto visto fin qui.