Mavs, niente reset immediato: Irving, Davis e Flagg al centro del progetto

Patrick Dumont non vuole smantellare tutto subito. Prima serve vedere cosa può produrre il trio Irving-Davis-Flagg, considerato l’ultimo banco di prova dei Mavs

Patrick Dumont, proprietario dei Dallas Mavericks, durante le NBA Finals 2024 tra Mavericks e Celtics

C’è un motivo per cui i Dallas Mavericks non sono ancora pronti a ricostruire: il nuovo proprietario Patrick Dumont vuole prima vedere all’opera il trio Irving-Davis-Flagg sul campo, e questo pensiero pesa abbastanza da mettere in secondo piano qualsiasi altra idea all’interno della franchigia prima di prendere decisioni drastiche

I Mavericks non hanno ancora visto Flagg, Davis e Irving giocare insieme neanche per un secondo

Marc Stein

Così scrive Marc Stein, analista NBA, nel suo report settimanale. È questo il cuore della situazione dei Dallas Mavericks: Anthony Davis (di nuovo infortunato) è arrivato in Texas con grandi aspettative, ma la squadra non ha ancora avuto modo di vedere all’opera il suo nucleo principale.

Kyrie Irving non ha ancora esordito nella stagione 2025-26 a causa del recupero dall’operazione al legamento crociato dello scorso marzo, mentre Davis e Flagg hanno giocato pochissimo insieme. Con un record di 12-21, i Mavericks occupano il 12° posto nella Western Conference e devono recuperare terreno prima della trade deadline del 5 febbraio. La dirigenza sa che ogni decisione su Davis sarà cruciale.

Il centro rimane un talento indiscusso, ma la sua storia di infortuni e il tempo limitato con i compagni rendono complicata qualsiasi scelta. Al contempo, altre squadre osservano attentamente: rimandare troppo potrebbe far calare l’interesse su Davis, limitando le possibilità di mercato.

Per i Mavericks, quindi, il momento è delicato. Serve pazienza, ma anche decisione: valutare il trio in campo, capire se Davis può essere davvero l’elemento chiave per il futuro della squadra, e agire prima che sia troppo tardi. In fondo, nel basket moderno la strategia conta tanto quanto il talento: e Dallas sa di avere davanti una scelta che potrebbe segnare la stagione e il futuro della franchigia.

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