I Warriors guardano al futuro: Green sarà scambiato per Giannis?

Tra voci di trade e sogni di grandezza, i Warriors valutano il sacrificio più doloroso: Draymond Green, pur di inseguire Antetokounmpo e l’ultimo ballo di Curry

Draymond Green, ala dei Golden State Warriors

C’è un’aria strana che soffia su San Francisco, e non arriva dall’oceano. Per la prima volta nella sua carriera, Draymond Green deve davvero immaginarsi lontano dai Warriors. Non per una suggestione estiva qualunque, ma perché Golden State sta pensando in grande. Grandissimo. L’idea si chiama Giannis Antetokounmpo, e ruota tutta attorno a un obiettivo chiaro: spremere fino all’ultima goccia la finestra da titolo di Stephen Curry.

Con Jimmy Butler fuori per il resto della stagione e “intoccabile” secondo i piani del front office, il nome che torna sempre sul tavolo delle trade è uno solo: Draymond. Il simbolo difensivo della dinastia, l’anima emotiva di quattro anelli, oggi è anche il contratto giusto per rendere possibile un sogno che fino a poco fa sembrava fantascienza.

Io [Kerr] e Draymond abbiamo parlato delle voci di mercato. Credo che la cosa davvero complicata per Draymond sia che questo è l’unico posto che abbia mai conosciuto. Un giorno avrà una statua fuori dall’arena

Steve Kerr

Steve Kerr, coach dei Warriors, lo ha detto senza giri di parole: per Draymond è una situazione nuova, quasi surreale. Ha sempre indossato una sola maglia, quella che un giorno finirà appesa al soffitto del Chase Center. Eppure, il business NBA non fa sconti alla nostalgia.

L’ipotesi più affascinante è anche la più paradossale: Green sacrificato oggi per arrivare a Giannis (c’è stata una svolta importante nelle trattative con i Bucks), libero domani di tornare a casa. La player option da 27,6 milioni per il 2026-27 apre scenari creativi, quasi romantici, che solo questa lega sa regalare.

A 35 anni, Draymond non è più quello dei picchi offensivi, ma resta un giocatore che cambia partite e identità. Perderlo sarebbe un colpo al cuore, tenerlo potrebbe voler dire rinunciare all’ultimo assalto al Titolo. Da qui al 5 febbraio, i Warriors dovranno scegliere se ascoltare il passato o inseguire il futuro.

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