Porzingis ai Warriors: Curry e Kerr sicuri, “È quello che cercavamo”

I Warriors credono nel recupero di Kristaps Porzingis e puntano sul suo impatto immediato. Steve Kerr è chiaro: la trade nasce da certezze mediche e tecniche

Kristaps Porzingis Golden State Warriors

I Golden State Warriors hanno fatto una scelta chiara alla trade deadline: puntare su Kristaps Porzingis, nonostante una stagione segnata da problemi fisici. La franchigia è convinta che il lungo lettone possa tornare presto a pieno regime e diventare una pedina centrale nella rotazione di Steve Kerr.

Porzingis dovrebbe unirsi alla squadra a Los Angeles venerdì sera, in vista della sfida di sabato contro i Los Angeles Lakers. La sua presenza in campo non è ancora certa per quella gara, ma il messaggio che filtra dall’ambiente Warriors è netto: la fiducia c’è, ed è totale.

Kerr: “Non avremmo fatto la trade senza certezze”

Steve Kerr non si nasconde. Il coach dei GSW ha ammesso che il rientro immediato contro i Lakers resta improbabile, ma ha ribadito come la dirigenza non abbia mai avuto dubbi sulla bontà dell’operazione.

Non penso che avremmo fatto la trade se non fossimo convinti che possa essere sano e costante nella disponibilità. Questo è il piano

Steve Kerr

Parole che assumono ancora più peso se si considera il contesto fisico di Porzingis, limitato a 17 presenze stagionali a causa della postural orthostatic tachycardia syndrome e, più recentemente, di una tendinite al tendine d’Achille sinistro.

Via libera dallo staff medico: “Quando sta bene è un giocatore incredibile”

Determinante, nella decisione finale, è stato il lavoro dello staff sanitario guidato da Rick Celebrini, figura chiave nelle scelte mediche dei Warriors. Kerr ha sottolineato come ogni aspetto sia stato valutato con attenzione prima di dare il via libera all’operazione.

Quando è al 100%, è un giocatore incredibile. Porta taglia, spaziature, tiro e protezione del ferro. Sono caratteristiche di cui ogni squadra ha bisogno, ma che noi cerchiamo da anni. Non abbiamo mai avuto un profilo come il suo

Steve Kerr

Ed è proprio questo il punto centrale: Golden State non ha preso Porzingis come scommessa disperata, ma come pezzo tecnico perfettamente coerente con le proprie necessità strutturali.

Curry approva: “È quello che stavamo cercando”

Anche Stephen Curry ha espresso entusiasmo per l’arrivo del lungo lettone, sottolineando soprattutto l’importanza di averlo finalmente in salute.

La cosa più importante è che stia bene fisicamente. Lui e Al Horford hanno vinto un titolo insieme a Boston. È un contesto diverso, ma la familiarità, le competenze e la presenza fisica sono esattamente quello che cercavamo da tempo

Stephen Curry

Un endorsement che conferma come lo spogliatoio sia allineato sulla scelta fatta dal front office.

Dal sogno Giannis al piano Porzingis

Prima di affondare il colpo su Porzingis, i Warriors avevano sondato con forza il terreno per Giannis Antetokounmpo. L’indisponibilità dei Milwaukee Bucks a trattare seriamente ha però costretto Golden State a cambiare strategia.

Porzingis era già da tempo sul radar, complice il suo contratto in scadenza da 30.7 milioni di dollari. A gennaio il suo nome era circolato anche in una complessa ipotesi a tre squadre che coinvolgeva Hawks, Mavericks e Warriors, con Jonathan Kuminga destinato a Dallas. Lo stop definitivo è arrivato dopo l’infortunio alla mano di Anthony Davis, che ha fatto saltare l’intero castello.

Porzingis approda in una squadra con un record di 28-24, attualmente ottava a Ovest, ancora scossa dal grave infortunio al ginocchio di Jimmy Butler.

Abbiamo ancora una buona squadra, molto buona. Senza Jimmy il margine si abbassa, non ha senso negarlo. Ma possiamo ancora dire la nostra ai playoff

Steve Kerr

Golden State sa che non basta un nome per cambiare una stagione, soprattutto dopo l’infortunio di Butler. Porzingis non è una bacchetta magica, ma se il fisico regge può dare ai Warriors qualcosa che è sempre mancato. E a questo punto, per provarci davvero, valeva la pena rischiare.

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