Warriors, momento decisivo: Kerr a colloquio con il front office

Steve Kerr incontra la proprietà dei Warriors per decidere il futuro. La dinastia Curry-Green-Kerr è a un passo dal tramonto definitivo

La fine dell’era dorata dei Golden State Warriors potrebbe essere questione di ore. Entro la fine della settimana, Steve Kerr incontrerà il proprietario Joe Lacob e il GM Mike Dunleavy Jr. per un vertice che va ben oltre il rinnovo contrattuale. In gioco c’è la filosofia stessa della franchigia: continuare a onorare il passato o tagliare i ponti per sopravvivere al post-Curry?

Nonostante Kerr abbia espresso il desiderio di restare, tra le mura degli uffici di San Francisco respira un’aria di incertezza. L’idea romantica che il “trio delle meraviglie” – Kerr, Curry e Green – si sarebbe ritirato insieme sta lentamente sbiadendo.

I segnali inviati dopo la sconfitta ai Play-in contro i Suns (quei lunghi abbracci in campo e le riflessioni nostalgiche di Kerr) hanno il sapore di un addio. Persino Draymond Green ha ammesso che il mood generale punta verso una separazione.

Steph (Curry, ndr), io e Steve (Kerr) abbiamo condiviso un momento in quella che potrebbe essere stata l’ultima volta che abbiamo giocato con Kerr come nostro allenatore. Sono felice che siamo riusciti a condividere quel momento… Sembrava che fosse finita così

Draymond Green

Cuore contro business: Steve Kerr e GSW a confronto

Joe Lacob è stato chiaro: l’ambizione dei Warriors non morirà al ritiro di Steph. Dopo anni di delusioni post-titolo del 2022, la proprietà non accetta la mediocrità.

Se la visione di Kerr (arrivato alla scadenza del suo biennale da 35 milioni) non dovesse più coincidere con la necessità di una scossa strutturale, il coach – legato da un rispetto infinito alla franchigia – sarebbe pronto a farsi da parte, secondo quanto riportato da ClutchPoints.

Non si tratterà di un licenziamento, ma di una decisione di consenso. Golden State non caccerebbe mai l’uomo che ha cambiato la storia del basket moderno, e Kerr non lascerebbe mai la squadra senza avere la certezza che gli subentri qualcuno pronto a raccogliere la sua eredità.

Tuttavia, se Kerr dovesse salutare, si innescherebbe un effetto domino senza precedenti: il rinnovo di Curry e il futuro di Green (una chiave imprescindibile della Dynasty) diventerebbero improvvisamente dei giganteschi punti interrogativi su un roster destinato a essere rivoluzionato.

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