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Carmelo Anthony e i Chicago Bulls: il “what if” della free agency NBA 2014

Nel 2014 Carmelo Anthony era vicino ai Chicago Bulls, ma scelse New York. Un retroscena di mercato NBA che ancora oggi alimenta uno dei più grandi “what if” della lega

Tutti, comprensibilmente, ricordano la free agency del 2014 per il ritorno a casa di LeBron James, pronto a dare inizio alla “missione anello” con la maglia dei Cleveland Cavaliers.

Eppure, in quell’estate, un’altra soap opera accompagnò i primi mesi di Adam Silver nei panni di Commissioner: la scelta di Carmelo Anthony per il prosieguo della propria carriera.

Esercitata la player option a giugno, per Melo era giunto il momento di esplorare la soluzione migliore per la corsa al titolo NBA, dopo una sola partecipazione alle finali di Conference in undici stagioni.

L’offerta dei Chicago Bulls, con Derrick Rose e Jimmy Butler, in questo senso parve la più appetibile sul tavolo: insieme ai due giovani talenti, Anthony avrebbe trovato un gruppo collaudato, completato da giocatori di esperienza come Joakim Noah e Pau Gasol.

Il finale lo conosciamo tutti: al termine di estenuanti trattative, l’ex Denver Nuggets scelse la permanenza a New York, rifirmando al massimo salariale di 124 milioni di dollari per cinque anni.

Nell’ultima puntata del suo podcast 7PM in Brooklyn, Anthony è tornato a parlare, dopo dodici anni, della fumata nera con i Bulls: una vicenda in cui ebbe un ruolo significativo un ex membro della franchigia dell’Illinois, rimasto anonimo.

Un uccellino mi aveva detto che a Chicago le cose stavano per andare in pezzi. Quindi non volevo finire in quella situazione. Non volevo entrare in un caos del genere. C’erano semplicemente un sacco di cose che non venivano gestite bene: contratti, persone che andavano via, allenatori che se ne andavano, giravano voci. Non volevo avere a che fare con tutto questo

Carmelo Anthony

Un indizio più che accreditato sulla fonte di queste confessioni potrebbe essere Carlos Boozer, tagliato da Chicago nella stessa estate dopo una stagione solida e continua. Una decisione che rifletteva tensioni interne alla dirigenza.

La scelta di Carmelo Anthony: un grande “what if”

La deludente stagione 2013-14 dei Knicks non fu solo un capitolo chiuso: contratti pesanti e poco coerenti con il rendimento bloccarono il margine di manovra della franchigia, portando New York Knicks in una fase di stallo profondo.

Il rifiuto dei Chicago Bulls da parte di Melo apre ancora oggi una domanda: sarebbe stato lui il pezzo mancante per il salto di qualità definitivo? In una Eastern Conference poco competitiva, i Bulls furono l’unica squadra in grado di mettere realmente in difficoltà i futuri campioni dei Cleveland Cavaliers.

Una domanda che resta aperta, soprattutto alla luce di una carriera chiusa senza anelli.

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