Ball e Garland bocciano i Cavs: “Le trade li hanno rovinati”
Attacco frontale di Lonzo Ball e Darius Garland a Cleveland: nel mirino degli ex gli scambi alla deadline e la deludente Finale a Est persa contro i Knicks
La scorsa trade deadline di febbraio ha rivoluzionato i Cleveland Cavaliers, ma gli echi di quegli scambi fanno ancora rumore. Ospite del podcast Ball in the Family, condotto da Lonzo Ball insieme al fratello LiAngelo, Darius Garland si è tolto più di un sassolino dalla scarpa analizzando la post-season della sua ex squadra.
I due ex concordano praticamente su tutto: le mosse della dirigenza a ridosso della trade deadline – soprattutto la trade per Harden in cui è stato coinvolto Garland – hanno finito per rovinare la stagione dei Cavs.
Lonzo Ball, scambiato ai Jazz prima di diventare free agent, ha espresso forti perplessità sulla gestione tecnica dei Playoff da parte di coach Kenny Atkinson:
Se l’obiettivo era vincere il titolo, non credo sia stata la strada giusta da percorrere. Personalmente penso che con noi saremmo andati molto più avanti, ma io scommetto sempre su me stesso. Avevamo una squadra migliore
Lonzo Ball
L’impatto sul campo di Ball a Cleveland non è stato dei migliori (4.6 punti di media col 30% dal campo, forse ancora acciaccato dopo il recupero all’infortunio al ginocchio sinistro) e il suo addio è servito soprattutto a liberare spazio salariale.
Guardando l’ultima serie mi sono detto: ‘Avete scambiato persone che adesso non state nemmeno usando’. Tyson è stato spedito in panchina dopo aver dominato tutto l’anno, Qwan, che è l’uomo dell’energia, non ha visto il campo. Quello che ho visto durante l’anno è sparito nei Playoff. È difficile vincere quando non hai un’identità
Lonzo Ball
Difficile pensare invece che la sua presenza avrebbe cambiato la serie contro i Knicks, soprattutto considerando che James Harden, che occupa la sua stessa posizione, garantisce un peso offensivo difficilmente pareggiabile da un Ball ancora condizionato dagli infortuni.
Discorso diverso per Darius Garland, il cui addio in direzione Los Angeles sponda Clippers ha privato i Cavs di ben altro fatturato (18 punti e quasi 7 assist di media prima dello scambio). Il play ha appoggiato in pieno l’analisi dell’ex compagno di squadra:
Sono d’accordo con Zo, è stato quasi difficile da guardare. Non ho visto molte partite, ma quando mi sintonizzavo era dura. Soprattutto ricordando come giocavamo a inizio anno. È stato letteralmente un giro di 180 gradi, in campo c’era qualcosa di totalmente diverso
Darius Garland
Dietro l’addio di Garland a Cleveland si erano rincorse voci di forti tensioni nel backcourt con Donovan Mitchell. Sensazioni confermate dallo stesso giocatore, che a Los Angeles sembra aver ritrovato il sorriso grazie a un sistema che lo rimette al centro del villaggio:
È fantastico essere in un sistema in cui posso essere me stesso, avere la palla in mano per la maggior parte del tempo, controllare il ritmo ed essere letteralmente un secondo allenatore in campo. Mi sono divertito un mondo, ho ritrovato la gioia di giocare
Darius Garland
I Cavaliers hanno chiuso le finali della Eastern Conference con l’amaro in bocca, e con qualche dichiarazioni rivedibile di Harden, come il suo impatto nella seri contro i Knicks.
Resta il dubbio se con Garland e Ball le cose sarebbero andate diversamente o se, come per Harden, l’impatto contro la corazzata di New York sarebbe stato comunque insufficiente.