Luguentz Dort via dai Thunder? La previsione di Skip Bayless
Nonostante il desiderio di restare agli Oklahoma City Thunder, Luguentz Dort potrebbe essere coinvolto nelle strategie finanziarie della franchigia. La luxury tax pesa sulle scelte di Sam Presti
Immagina di dichiararti per l’NBA Draft dopo una brillante stagione da freshman in uno dei college più prestigiosi della NCAA e di non ricevere la tanto attesa chiamata.
Immagina poi che, con un occhio già rivolto alla G-League e uno all’Europa, qualcuno decida di spalancarti, in estate, la porta d’ingresso della lega più importante al mondo con un two-way contract, riponendo in te la propria fiducia non solo in Regular Season – eventualità prevedibile per una franchigia impegnata in una fase di rebuilding – ma anche in una combattuta serie di Playoff.
Già questa opportunità, insieme al ruolo centrale confermato nella fase più matura del progetto, basterebbe a giustificare una fedeltà incrollabile e il desiderio di chiudere la carriera con gli stessi colori che l’hanno aperta. Il titolo NBA conquistato nel 2025 è stato semplicemente la ciliegina sulla torta.
Quel desiderio Luguentz Dort lo aveva espresso a chiare lettere dopo la cocente eliminazione per mano dei San Antonio Spurs: l’auspicio di ritirarsi con la squadra che per prima ha creduto in lui, gli Oklahoma City Thunder.
L’impressione Skip Bayless va però nella direzione opposta: il canadese, con ogni probabilità, potrebbe essere costretto a salutare la compagnia alla luce del possibile esercizio della team option da 18 milioni di dollari.
Dort ha detto di voler ritirarsi da Thunder, e ciò non succederà. Sono pronto a scommettere che non sarà un Thunder il prossimo anno
Skip Bayless
I dubbi sul futuro di Dort e le altre situazioni contrattuali
La settima stagione NBA di Dort ha messo in evidenza sia i suoi marchi di fabbrica sia alcune lacune ormai note. Ancora oggi tra i migliori difensori perimetrali della lega, il prodotto di Arizona State non è riuscito a migliorare la propria pericolosità dall’arco: l’insufficiente 31% fatto registrare in Postseason ha permesso alla difesa dei San Antonio Spurs di speculare con scelte particolarmente aggressive e ha confermato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, come il 41% con cui aveva chiuso la Regular Season 2024-25 sia rimasto un caso isolato.
L’affidamento della marcatura di Victor Wembanyama ad Alex Caruso potrebbe essere interpretato come un indizio sulle future decisioni del front office. Dort resta un punto di riferimento difensivo e ha mantenuto il proprio posto in quintetto, ma non è più l’unico specialista a disposizione di Oklahoma City.
Il suo destino si aggiunge ad altri snodi rilevanti che saranno affrontati nel corso dell’estate, quando Sam Presti e soci dovranno gestire anche le team option di Isaiah Hartenstein (28.5 milioni di dollari) e Kenrich Williams (7 milioni).
La complessità del quadro emerge anche da un’osservazione dell’agente certificato NBPA Lucas Burns:
OKC è così in profondità nella luxury tax che le sole firme dei due rookie scelti alle chiamate 12 e 17 aggiungeranno approssimativamente 80 milioni di dollari al conto della luxury tax nel 2026-27
Lucas Burns
Da qui a parlare di addio ce ne passa, ma per la prima volta dopo anni il posto di Luguentz Dort nei piani futuri dei Thunder non sembra più così intoccabile. Tra esigenze economiche e un roster sempre più profondo, l’estate di Oklahoma City potrebbe portare decisioni difficili anche per uno dei volti simbolo della franchigia.