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Ja Morant e i Memphis Grizzlies sono pronti a dirsi addio

Ja Morant potrebbe lasciare i Memphis Grizzlies dopo una stagione segnata da infortuni, statistiche deludenti e tensioni con la franchigia

La stagione NBA 25/26 per Ja Morant doveva essere quella del rilancio, la sua revenge season, come si dice dall’altra parte dell’oceano. In realtà, è stata l’annata che, forse, ha evidenziato come il giocatore spettacolare ammirato qualche anno fa potrebbe non esistere più.

Le statistiche dell’ex giocatore di Murray State parlano da sole: 19.5 punti di media, con il 41% dal campo e il 23% da tre punti (entrambi minimi in carriera), oltre a 3.3 rimbalzi e 8.1 assist. L’aspetto più preoccupante, però, riguarda la sua disponibilità: appena 20 partite disputate nel 25/26 e 79 complessive negli ultimi tre anni, a causa dei continui problemi fisici che ne hanno limitato il rendimento.

I motivi di questa stagione deludente, però, non si fermano al campo. Nel corso dell’anno si sono rincorse diverse voci riguardanti attriti tra Morant e coach Tuomas Iisalo, accusato dal playmaker di voler ridurre il suo controllo del pallone per favorire un sistema offensivo più rapido e corale. Inoltre, il numero 12 non avrebbe mai mostrato una reale volontà di crescere come professionista e come compagno di squadra, alimentando tensioni sempre più evidenti con la dirigenza.

Secondo Evan Sidery, la frattura tra i Memphis Grizzlies e Morant sarebbe ormai insanabile. Nonostante il valore del giocatore sia ai minimi storici – si parla di una valutazione simile a quella di Trae Young – la franchigia del Tennessee sarebbe intenzionata a cederlo entro un mese per avviare un nuovo corso, costruendo il progetto attorno alla futura scelta numero 3 del Draft, che con ogni probabilità sarà Cameron Boozer.

L’addio alla squadra che lo ha scelto e lo ha sostenuto durante anni particolarmente complicati potrebbe rappresentare l’ultima grande occasione per Ja Morant di dimostrare di poter ancora essere quel giocatore destinato a diventare uno dei volti della NBA.

Una possibilità per invertire la rotta di una carriera che, oggi, sembra aver imboccato una direzione ben diversa da quella immaginata soltanto pochi anni fa.

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