NBA Mock Draft 2026: Tutte le scelte della lottery

Possibili trade, scelte a sorpresa e nuove dinastie che stanno per nascere: una serata che cambierà il basket e gli equilibri della NBA

Adam Silver NBA Draft Lottery 2026 Mock Draft

AJ Dybantsa, Darryn Peterson e Cam Boozer. Tre dei prospetti più interessanti dell’ultimo decennio sono pronti ad entrare in NBA. Nella notte tra martedì e mercoledì si terrà il Draft 2026, occasione per diverse franchigie di risollevare il proprio futuro.

Possibili trade, scelte a sorpresa e nuove dinastie che stanno per nascere: una serata che cambierà il basket e gli equilibri dell’intera NBA per il prossimo decennio.

Washington tornerà a scegliere con la chiamata numero uno a 16 anni di distanza dall’ultima volta e la decisione probabilmente non è mai stata così complicata.

Scopriamo assieme i talenti che (secondo chi scrive) verranno scelti nella lottery.

1. Darryn Peterson – Washington Wizards

  • Sfumature di: Kobe Bryant, Ray Allen

Affibbiare a un 19enne la definizione di “prossimo Kobe” si rivela sempre dannoso… ma Darryn sembra nato per questo. Messo al mondo per fare canestro, in qualsiasi modo e contro chiunque.

Ci sono ancora molti dubbi su chi sarà la prima scelta, ma la player option rifiutata da Trae Young può essere un enorme e inaspettato indizio. Non è detto che Washington lo perderà a zero (più probabile un rinnovo pluriennale a cifre minori), ma Darryn Peterson è a tutti gli effetti il prototipo di guardia moderna sognato dai general manager.

Può diventare il playmaker del futuro dei Wizards affinando il ball handling e le letture di gioco, ma può anche essere uno dei migliori giocatori off-ball (senza palla) della NBA. Quest’anno a Kansas ha prodotto 1.53 punti per possesso con l’82,5% eFG da situazioni di spot-up (miglior dato di tutta l’NCAA)

Sembra che tutto gli venga naturale. Un talento purissimo e un corpo creato in laboratorio per la NBA del 2026. Atletismo, esplosività e agilità abbinate a delle braccia lunghissime (208 cm) che gli permettono di essere determinante anche in difesa – sulle linee di passaggio e sul portatore di palla.

A differenza di AJ Dybantsa potrà giocare e convivere in contesti differenti ed essere efficace anche senza avere il pallone tra le mani.

E poi… ha qualcosa che non si insegna: sale di livello nelle partite e nei momenti che contano di più. He’s a killer.

2. AJ Dybantsa – Utah Jazz

  • Sfumature di: Tracy McGrady

Per Washington è difficile lasciar scivolare alla 2 un talento come quello di AJ Dybantsa, ma per i Jazz avrebbe sicuramente più senso accanto a Keyonte George e Ace Bailey.

Ha 19 anni, ma sa fare già tutto e potenzialmente non ha limiti. Quasi 2 metri e 10 di altezza, esplosività e rapidità illegali per uno di quelle dimensioni. Ha tutte le carte per diventare la migliore point-forward della NBA: può giocare i pick&roll da palleggiatore, sfruttare le sue doti da realizzatore per trovare i compagni e prendere i suoi tiri come e quando vuole.

Statistica da sottolineare? Ha segnato il long mid (ovvero il tiro dalla media oltre i 4,8 metri) con il 49.5% su 103 tentativi totali a BYU… percentuali “durantiane”.

Per Utah è tempo di decidere cosa fare con Walker Kessler (ultimo anno di contratto da rookie) e così Jaren Jackson potrebbe tornare a giocare da centro con Markkanen da 4 e Dybantsa ala piccola. Dovrà migliorare in difesa (dove spesso è apparso pigro) e in alcune decisioni in attacco dove si affida ancora troppo ai suoi mezzi atletici – cosa che in NBA non potrà fare.

Carlos Boozer (il papà di Cam, probabile terza scelta) lavora nella dirigenza dei Jazz, ma a Utah non dovrebbero esserci dubbi su chi scegliere per inaugurare una nuova era.

AJ Dybantsa è un profilo che fa salivare più di qualche scout e per molti sarebbe già strano vederlo più in basso di Darryn Peterson.

3. Cam Boozer – Memphis Grizzlies

  • Sfumature di: Kevin Love, Pau Gasol, Sengun

Con la terza chiamata Memphis ha l’occasione di scegliere un giocatore completo, versatile ed estremamente cerebrale. Cam Boozer ha giocato una delle stagioni migliori di sempre del college americano (secondo all-time per Box Plus/Minus con 18.8) ed è pronto per essere determinante fin da subito anche in NBA.

Fisicità incredibile, una grande visione e un tiro da fuori (pulito ma non rapidissimo) che gli permetterà di “funzionare” in qualsiasi sistema offensivo – in stagione ha segnato il 51.4% dei suoi tentativi da tre in spot-up.

Non ha un potenziale illimitato come i due che lo precedono, ma è già un profilo NBA-ready e con pochi aspetti da affinare.

È un giocatore intelligente, che può agire da hub offensivo e da collante. È meno appariscente di altri ma molto concreto, anche se ha deluso nella metà campo difensiva per quelli che sono i mezzi fisici.

4. Caleb Wilson – Chicago Bulls

  • Sfumature di: Shawn Kemp, Kevin Garnett

In qualsiasi Draft “normale” sarebbe tra le prime due scelte, eppure è probabile che finisca nelle mani dei Bulls alla numero 4. Caleb Wilson è speciale e a molti ricorda un giovane Kevin Garnett: paragone pesante ma non certo infondato.

Devastante in campo aperto, dominante in area. Atleta incredibile, rapido e con un tiro dalla media e in post in continua evoluzione. Ha il potenziale per diventare il miglior difensore di tutto il Draft (unico nella lottery ad aver chiuso la stagione con almeno 1 rubata e 1 stoppata di media)

Lavorando e ampliando anche il bagaglio offensivo (magari con un tiro da 3 affidabile) parleremmo senza dubbio di un futuro All-Star.

5. Mikel Brown Jr. – Los Angeles Clippers

  • Sfumature di: Tyrese Haliburton, Jordan Poole

Per molti è da qui che inizia il vero Draft (con le prime 4 scelte ritenute scontate, non per l’ordine). E per capire di che classe stiamo parlando, basta considerare che i Clippers – con la quinta chiamata – potrebbero comunque scegliere il miglior giocatore della nazionale USA nel Mondiale Under 19 giocato lo scorso anno.

Mikel Brown Jr. è un playmaker moderno. Alto, longilineo, rapido e con un tiro da fuori letale. Ricorda Haliburton per la sua capacità di “galleggiare” nei pick&roll e trovare i suoi compagni o sparare senza problemi da 8-9 metri.

A Los Angeles può essere il compagno perfetto per Garland o diventare il play titolare dei Clippers nei prossimi anni di semi-rebuilding. C’è ancora da sistemare la questione Kawhi Leonard (scambiarlo o perderlo a zero tra un anno?), ma in ogni scenario Mikel Brown può essere il pilastro ideale attorno a cui costruire.

6. Keaton Wagler – Brooklyn Nets

  • Sfumature di: Austin Reaves, Brandon Roy

Se i Clippers dovessero scommettere su Mikel Brown, allora Keaton Wagler finirebbe nelle mani dei Nets che hanno assolutamente bisogno di enorme potenziale e poche certezze. Brooklyn naviga a vista da anni e la scommessa Wagler può rivelarsi più che vincente anche se resta, appunto, una scommessa.

Wagler, però, ha il potenziale per diventare speciale: misure da NBA, un tiro micidiale e le qualità per essere un playmaker offensivamente da All-Star. Con la maglia di Illinois ha stabilito il record di punti segnati da un freshman: 46 punti col 76% dal campo e 9 su 11 (!) da tre.

Già dopo la prima stagione sottotono la posizione di Egor Demin non è così salda e i Nets potrebbero decidere di far saltare tutto per sostituirlo con Darius Acuff Jr., playmaker completo e già pronto per essere l’anima offensiva della squadra.

7. Darius Acuff Jr. – Sacramento Kings

  • Sfumature di: Stephon Marbury, Damian Lillard

Discorso simile per i Kings che hanno disperato bisogno di un franchise player (o perlomeno di un All-Star) per impostare la fase 2 del rebuilding, cambiare volto e dati anagrafici della squadra.

Se Darius Acuff Jr. dovesse scendere alla numero 7, Sacramento non ci penserebbe due volte dopo la sciagurata trade con i Pacers a cui hanno (quasi) regalato Tyrese Haliburton – quello che in teoria sarebbe dovuto essere il loro playmaker del futuro.

In ogni caso, i Kings dovranno “solamente” scegliere bene dato che il talento delle guardie di quest’anno è secondo a pochissime altre classi.

8. Kingston Flemings – Atlanta Hawks

  • Sfumature di: Cole Anthony, John Wall

Point guard elettrizzante dei Cougars che potrebbe inserirsi perfettamente nel quintetto di Quin Snyder. Kingston sa come mettere pressione alle difese avversarie, attaccando il ferro e in transizione (situazione in cui ha registrato 1.46 punti per possesso).

Possiede ritmo, tocco e letture per giocare i pick&roll e ha chiuso il college con meno di 2 palle perse nonostante il grande carico offensivo (2.84 assist/turnover ratio, dato migliore tra le guardie della lottery)

In difesa non è uno specialista ma ha le qualità per non soffrire contro i playmaker della NBA, soprattutto se circondato da ottimi difensori come Alexander-Walker e Dyson Daniels. Ad Atlanta può rivelarsi il tassello mancante di una squadra che ha finalmente voltato pagina dopo l’era Trae Young.

9. Brayden Burries – Dallas Mavericks

  • Sfumature di: Jared McCain, Ajay Mitchell

Chiudiamo la “zona guardie” del Draft (scelte 5-9) con un altro ragazzo assolutamente pronto per la fisicità e il ritmo della NBA. I Mavericks sono alla ricerca di pedine affidabili per costruire attorno a Cooper Flagg e Brayden Burries può diventare un 2-way di primo livello.

Secondo (dopo Flemings) per penetrazioni e primo per percentuale al ferro (70,5%) tra le guardie, Burries può essere un pezzo importante in qualsiasi contender. In difesa ha dimostrato di poter avere un buon impatto (1,5 rubate a partita), ma è in attacco che sarà determinante – e il 39,1% da tre ad Arizona fa ben sperare.

10. Nate Ament – Milwaukee Bucks

  • Sfumature di: Zaccharie Risacher

I Bucks sembrano aver finalmente accettato l’idea di un rebuilding, il che significa liberarsi di Giannis Antetokounmpo e racimolare quanti più asset possibili (giovani e scelte future). Milwaukee potrebbe anche scalare di posizioni, ma con la decima scelta l’opzione migliore (quella con più potenziale in vista di un futuro nebuloso) resta Nate Ament.

Le aspettative su di lui erano alte, ma a Tennessee non ha dimostrato di poter essere già un motore offensivo. Ha talento e lampi da star per un ragazzo di quasi 2 metri e 10, ma non è riuscito ad essere così decisivo. Avrà bisogno di tempo per crescere, soprattutto fisicamente dove ha sofferto i kg dei pari ruolo.

Il frame è quello giusto per una point-forward moderna e con il lavoro può avvicinarsi molto all’evoluzione di Jalen Johnson.

11. Yaxel Lendeborg – Golden State Warriors

  • Sfumature di: Aaron Gordon, Jabari Smith Jr.

Yaxel Lenderborg ai Goldern State Warriors, una scelta che per molti sembra già scritta. L’età (ha già quasi 24 anni) è l’elemento che spaventa le altre squadre, ma nella Baia c’è bisogno di profili pronti per aiutare Steph Curry nella rincorsa all’ultimo anello.

Lendeborg è cresciuto molto nel corso dei suoi tre anni al college e può essere un pezzo importante in molte squadre (Oklahoma lo sceglierebbe alla numero 12 se fosse ancora libero). È un prospetto completo, un’ala grande fisica che può allargare il campo (37,2% da tre su 180 tentativi) e convivere anche con Draymond Green.

12. Cameron Carr – Oklahoma City Thunder

  • Sfumature di: Jalen Williams, Devin Vassell, Cason Wallace

Anche qui: i Thunder potrebbero scalare diverse posizioni scambiando altre scelte (per liberare degli slot pesanti in ottica luxury tax e second apron). Un profilo che però sembra cucito per la squadra di Daigneault è proprio Cameron Carr. L’ala di Baylor è salita nella lottery dopo la Draft Combine in cui ha impressionato per misure (quasi 2 metri di altezza contro i 2,16 di apertura alare) oltre ai 30 punti segnati nel 5v5 contro le altre promesse.

Fisico da ala 3-and-D moderna, atletica e con un tiro affidabile. Braccia lunghissime che gli permetteranno di giocare anche contro avversari più alti di lui senza problemi – proprio come Jalen Williams. Aaron Wiggins è stato appena scambiato da Sam Presti che ora è alla ricerca di un altro tiratore (più difensore) per i suoi Thunder.

Aday Mara? Profilo interessante per far fronte all’apocalisse Wembanyama della Western Conference. Anche se la limitata mobilità dello spagnolo potrebbe renderlo una preda facile sui pick&roll.

13. Labaron Philon – Miami Heat

  • Sfumature di: Dennis Schroder, Tyrese Maxey

La tredicesima scelta appartiene ai Miami Heat ma potrebbe finire nella mani dei Bucks come parte della trade per Giannis Antetokounmpo. In ogni scenario, però, il talento di Labaron Philon è troppo luminoso per lasciarlo scivolare più in basso.

Ball handling, creatività, tiro dalla media e da fuori. Un playmaker completo in grado di dettare il ritmo offensivo di ogni squadra. Labaron ha stupito tutti nella sua stagione ad Alabama chiusa con 22 punti di media, 5 assist, il 50% da campo e il 40% da tre.

Così come per Darius Acuff, le incognite sono tutte sulla difesa (più per i mezzi fisici che per abilità). Anche se la vittoria del titolo di un “piccolo” come Jalen Brunson ha risollevato – e non di poco – le quotazioni delle small guard.

14. Morez Johnson Jr. – Charlotte Hornets

  • Sfumature di: Kenneth Faried, Mark Williams

Charlotte ha bisogno di big-man da affiancare a Lamelo Ball, Kon Kneuppel e Brandon Miller e le possibili scelte includono anche Aday Mara e Hannes Steinbach. Ma il profilo più adatto sembra proprio quello di Morez Johnson Jr.: presenza sotto canestro, fisicità e rimbalzi… tutto ciò che manca agli Hornets.

Il tiro da fuori va migliorato (34,3% su 35 tentativi), anche se la meccanica non è male come conferma il 78,2% realizzato ai liberi. Ha il potenziale per giocare anche da centro in quintetti small e diventare un difensore determinante anche in NBA (2,08 metri di altezza e 223 centimetri di braccia).

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