Smith boccia i Lakers: “Big 3 da 475 milioni che non fa paura a nessuno”

Dopo il maxi mercato dei Lakers, arrivano le parole di Stephen A. Smith: per l’analista, Doncic, Reaves e Kessler non rappresentano una combinazione abbastanza temibile per la NBA.

Walker Kessler Lakers

I Los Angeles Lakers hanno deciso di non perdere tempo. Dopo la scelta di LeBron James di lasciare la franchigia, la dirigenza ha dato il via a una profonda rivoluzione del roster. Il nome che spicca è quello di Walker Kessler, nuovo centro gialloviola, accompagnato dagli arrivi di Collin Sexton, Quentin Grimes e Sandro Mamukelashvili.

Walker Kessler è il nuovo centro dei Lakers

Per assicurarsi Walker Kessler, i Lakers hanno trovato un accordo con gli Utah Jazz cedendo due prime scelte non protette del Draft NBA, quelle del 2031 e 2033, oltre agli swap sulle prime scelte del 2028 e 2030.

Il lungo ha poi firmato un contratto quadriennale da 130 milioni di dollari, con Player Option sull’ultima stagione e una clausola che gli garantisce un bonus in caso di futura trade.

L’arrivo di Kessler non sorprende. Da tempo i Lakers erano alla ricerca di un centro di alto livello e il profilo del lungo dei Jazz era in cima alla lista dei desideri.

I contatti tra Lakers e Jazz andavano avanti ormai da diverse stagioni, ma solo quest’estate le parti sono riuscite a trovare un’intesa definitiva. Anche il giocatore vedeva Los Angeles come una destinazione ideale da tempo.

Non solo Kessler: arrivano anche Sexton, Grimes e Mamukelashvili

La giornata dei Lakers non si è fermata alla trade con Utah.

La franchigia ha infatti trovato l’accordo anche con Sandro Mamukelashvili, che firmerà un contratto di quattro anni da 52 milioni di dollari. L’ala arriva dopo una stagione molto positiva, nella quale ha viaggiato a 11.2 punti e 4.9 rimbalzi di media, tirando con il 38.9% da tre punti e guadagnandosi perfino voti nella corsa al premio di Sixth Man of The Year.

Anche Quentin Grimes vestirà la maglia gialloviola grazie a un contratto quadriennale da 60 milioni di dollari. Dopo aver cambiato diverse squadre nelle sue prime cinque stagioni NBA, Grimes ha trovato continuità a Philadelphia, chiudendo l’ultima annata con 13.3 punti di media in 75 presenze e dimostrandosi una risorsa preziosa uscendo dalla panchina.

Infine spazio anche a Collin Sexton, che ha accettato un accordo biennale da 19 milioni di dollari, comprensivo di un’opzione giocatore sull’ultima stagione. La guardia arriva dopo una stagione da 15.4 punti di media, aggiungendo talento offensivo e profondità al reparto esterni.

Stephen A. Smith critica le mosse dei Lakers

Non tutti, però, sono convinti che le operazioni dei Lakers siano sufficienti per riportare la franchigia ai vertici della NBA. Tra le voci più critiche c’è quella dell’analista Stephen A. Smith, che durante il suo programma ha espresso forti dubbi sulla costruzione del nuovo roster.

I Lakers hanno impegnato complessivamente 475 milioni di dollari per dei Big Three che non fa paura a nessuno

Stephen A. Smith

Secondo Smith, non sorprende che LeBron James abbia deciso di lasciare Los Angeles, aggiungendo anche che l’addio di Rui Hachimura rientrerebbe nello stesso contesto.

Non c’è da stupirsi se LeBron James ha deciso di andarsene, e non c’è da stupirsi nemmeno che Rui Hachimura stia lasciando la squadra

Stephen A. Smith

L’analista ha poi sottolineato come il nuovo trio formato da Luka Doncic, Austin Reaves e Walker Kessler rappresenti quello con il costo medio annuo più elevato nella storia della franchigia.

Luka Doncic guadagnerà 53.4 milioni di dollari all’anno, Austin Reaves 46.2 milioni e Walker Kessler 32.5 milioni. Non solo sono i tre giocatori principali del roster, ma sono anche i tre più pagati. E con questo trio non spaventate nessuno

Stephen A. Smith

Le dichiarazioni di Stephen A. Smith riflettono un’opinione personale, ma condivisibile, e arrivano in un momento in cui i Lakers hanno appena iniziato il loro nuovo corso. Sulla carta il progetto fa discutere e divide. I numeri sono importanti, ma nel basket conta un’altra cosa: vincere. E per ora, le certezze sono ancora poche.

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