Perché LeBron James ha detto no ai Cavaliers: “Tre fattori decisivi”
LeBron James sembrava destinato a tornare ai Cavaliers, ma la reunion con Cleveland è saltata. Brian Windhorst ha spiegato i tre motivi che hanno spinto King James verso i Philadelphia 76ers
Per settimane sembrava essere la storia perfetta. LeBron James di nuovo ai Cavaliers, nella squadra che lo ha visto crescere, diventare un campione e regalare a Cleveland il primo titolo NBA della sua storia. Una chiusura romantica per una carriera leggendaria.
E invece il finale è stato completamente diverso. LeBron James ha scelto i Philadelphia 76ers, spegnendo le speranze dei tifosi dei Cavaliers di rivedere il loro idolo con la maglia numero 23.
Ma dietro questa decisione non ci sarebbe stato un solo motivo. Secondo quanto raccontato da Brian Windhorst di ESPN, la corsa di Cleveland si sarebbe fermata per una combinazione di tre fattori che, messi insieme, hanno spinto LeBron verso Philadelphia.
Alla fine, ci sono stati tre fattori decisivi: il fatto che la famiglia non abbia avuto un ruolo decisivo nella scelta di LeBron, il mancato accordo della dirigenza per arrivare a Brown e il fatto che il roster dei Cavs non comprendesse Garland. Dire che uno di questi elementi abbia pesato più degli altri potrebbe significare non cogliere il quadro completo
Brian Windhorst
Per molto tempo molti hanno pensato che il possibile ritorno a Cleveland fosse legato soprattutto alla volontà di stare più vicino a casa e alla famiglia. Un vantaggio enorme per i Cavaliers, che sembravano avere una carta che nessun’altra franchigia poteva giocarsi.
Ma LeBron ha chiarito che la sua decisione era principalmente legata al basket e alla possibilità di competere ancora per un titolo.
Alla fine, secondo il racconto di Windhorst, Cleveland non ha perso la possibilità di riabbracciare il suo campione per un singolo errore. Sono stati diversi piccoli fattori a spostare l’ago della bilancia verso Philadelphia.