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Jaylen Brown deluso dai Celtics: “Mi hanno impacchettato e spedito”

Delusione e voglia di rivincita: Jaylen Brown non perdona il modo in cui i Celtics l’hanno spedito a Philadelphia in cambio di George

Con un roster che assomiglia a un All-Star Game formato squadra, arricchito dagli arrivi di LeBron James e Jaylen Brown al fianco di Joel Embiid e Tyrese Maxey, i 76ers inizieranno la nuova stagione con tutte le attenzioni e le aspettative del caso.

Ma se c’è un giocatore pronto a trasformare i dubbi e le polemiche estive in energia, quello è proprio Jaylen Brown.

Dopo dieci stagioni vissute da pilastro dei Boston Celtics, culminate con l’anello e il premio di MVP delle Finals vinto nel 2024, la guardia classe ’96 ha dovuto fare le valigie in direzione dei rivali storici in uno scambio che ha spedito Paul George e scelte al Draft in Massachusetts.

Un addio consumatosi senza troppi complimenti e che ha lasciato una ferita apertissima nel cuore del giocatore. Intervenuto in una diretta Twitch condotta dallo streamer Ahmed, Brown è finito senza filtri sulle modalità con cui il GM di Boston, Brad Stevens, ha gestito il suo addio:

Mi hanno impacchettato e spedito via, ragazzi. “Prepara le valigie, sayonara amico. Fuori dai piedi”. Ecco com’è andata. Sto ancora elaborando la cosa, c’è un mix di delusione, eccitazione ed emozioni contrastanti. Ma tutto questo disprezzo mi dà solo più motivazione per andare sul campo e vincere

Jaylen Brown

A bruciare particolarmente è il contrasto tra l’amore dichiarato dal giocatore per la città, che aveva recentemente ribadito di voler vestire la maglia verde per altri dieci anni, e la freddezza con cui la dirigenza dei Celtics lo ha trasformato prima in una pedina di scambio per tentare l’assalto fallito a Giannis Antetokounmpo, e infine nel pezzo sacrificabile verso i Sixers.

Come se non bastasse, l’addio è stato accompagnato dalle sottili veline circolate sull’ambiente di Boston, dove alcuni media e figure vicine al front office hanno velatamente criticato la sua presunta convinzione di voler essere “il più intelligente”, additandola come una delle cause della spaccatura.

Ironia della sorte, l’operazione si è concretizzata poche settimane dopo la bruciante eliminazione subita dai Celtics al primo turno dei playoff proprio contro Philadelphia, capaci di rimontare da un passivo di 3-1.

Ora Brown si ritrova sullo stesso lato della barricata con chi lo ha eliminato, pronto a servire la vendetta più fredda possibile alla sua ex squadra. Magari in un turno di Playoff, magari decisivo per l’accesso alle NBA Finals.

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