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Curry-Warriors, rinnovo in arrivo: “Vuole chiudere da Warrior”

Stephen Curry vuole chiudere la carriera ai Golden State Warriors. Mike Dunleavy conferma la volontà del 4 volte campione NBA in vista del possibile rinnovo

Il futuro di Stephen Curry ai Golden State Warriors continua a essere uno dei temi più delicati attorno alla franchigia. Il contratto del numero 30 è ormai entrato nell’ultimo anno, ma da San Francisco non sembrano esserci particolari dubbi: l’obiettivo resta chiudere insieme una storia iniziata nel 2009.

A ribadirlo è stato il general manager Mike Dunleavy, che a poche settimane dalla data in cui Curry potrà firmare un nuovo prolungamento ha confermato come la posizione del giocatore non sia cambiata.

Non ha mai detto nulla di diverso. Questo è sempre stato il messaggio e ciò di cui abbiamo parlato. Penso che tutto stia andando nella direzione giusta

Mike Dunleavy

Curry affronterà la sua 18esima stagione con i Warriors con un contratto in scadenza da 62.5 milioni di dollari. Dal 29 agosto, però, sarà eleggibile per un’estensione che potrebbe arrivare fino a due anni e 136.7 milioni di dollari.

Curry vuole chiudere la carriera ai Warriors

La volontà di Stephen Curry di restare a Golden State non rappresenta una novità. Il quattro volte campione NBA ha già spiegato pubblicamente di voler giocare almeno altre due stagioni e, soprattutto, di voler indossare una sola maglia per tutta la propria carriera.

Una posizione che Dunleavy considera ancora valida, pur riconoscendo come Curry si sia ormai guadagnato il diritto di decidere autonomamente il proprio futuro.

Alla fine sarà una sua scelta. Potrebbe lasciare scadere il contratto e andare altrove. Se venisse da me chiedendo di essere ceduto, io e Joe Lacob ne parleremmo. Non ne saremmo felici, ma si è guadagnato il diritto di fare ciò che vuole. Detto questo, l’idea che possa giocare altrove non è qualcosa che stiamo prendendo in considerazione, né noi né lui

Mike Dunleavy

Warriors, il vero problema resta la salute

Più che il talento, il grande punto interrogativo riguarda però la capacità del roster di rimanere in campo con continuità. Jimmy Butler e Moses Moody sono reduci da importanti infortuni al ginocchio e dovrebbero saltare una parte consistente della prossima stagione.

A questi si aggiungono diversi veterani che nell’ultimo campionato hanno avuto parecchi problemi fisici. Porzingis ha disputato appena 32 partite, Horford ne ha saltate 37, mentre Melton ha trascorso la prima parte della stagione recuperando dalla rottura del crociato.

E anche Curry ha dovuto fare i conti con il proprio fisico: solo 43 presenze a causa di un problema persistente al ginocchio destro, accompagnato da gonfiore e dolore.

La mia speranza è che giochi più delle 43 partite dello scorso anno. Ce lo aspettiamo, ma è qualcosa che dobbiamo tenere sotto controllo. È una situazione delicata per lui e anche per gli altri giocatori della squadra

Mike Dunleavy

Golden State crede ancora nei Playoff

Un mercato senza grandi rivoluzioni ha inevitabilmente aumentato i dubbi sulle possibilità dei Warriors di competere negli ultimi anni dell’era Curry-Green-Kerr.

L’obiettivo interno indicato da Dunleavy è innanzitutto tornare ai Playoff. Da lì, Golden State spera di recuperare Butler e Moody, avere maggiore fortuna sul fronte infortuni e sfruttare eventualmente asset e flessibilità per rinforzare il roster durante la stagione.

Non c’è quindi l’ossessione di parlare già oggi di titolo NBA. Curry e Steve Kerr hanno sottolineato soprattutto la necessità di ritrovare un’identità e ricostruire la cultura dei Warriors, lasciando poi al campo il compito di stabilire quanto lontano possa arrivare questa squadra.

Su una cosa, però, Dunleavy continua a non avere dubbi.

Ci sono due cose di cui sono sicuro con Steph: vuole davvero, davvero vincere e vuole finire la carriera da Warrior. Non penso che questo cambierà domani, il 29 agosto, all’inizio della stagione, a metà anno o alla fine della prossima stagione

Mike Dunleavy

Il rinnovo deve ancora essere scritto nero su bianco, ma il messaggio che arriva da Golden State è evidente: Warriors e Stephen Curry continuano a immaginare insieme gli ultimi capitoli di una delle storie più importanti della storia NBA.

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