Karl-Anthony Towns e il rinnovo da 225 milioni “Non vale quei soldi”

Sei volte All-Star, tre All-NBA e un titolo NBA. Per Towns sono buoni motivi per chiedere un contratto importante, ma i Knicks non sembrano pensarla allo stesso modo

Karl-Anthony Towns NBA Playoff

Quanto vale davvero Karl-Anthony Towns? È questa la domanda che sta complicando le trattative per il rinnovo con i New York Knicks, dove la volontà di proseguire insieme deve fare i conti con richieste economiche ancora piuttosto distanti.

Il centro trentenne vorrebbe restare a New York ed è disposto anche a rinunciare a una parte dello stipendio che potrebbe teoricamente ottenere. Il problema è capire quanto debba essere grande questo sacrificio, soprattutto in una NBA in cui i nuovi vincoli salariali rendono sempre più difficile costruire squadre competitive attorno a più contratti pesanti.

Secondo le ultime indiscrezioni, Towns chiederebbe oltre 225 milioni di dollari per il prossimo accordo, mentre i Knicks sarebbero arrivati a offrire circa 200 milioni in quattro anni. Una distanza di almeno 25 milioni che, per il momento, impedisce alle parti di trovare un’intesa.

E c’è chi, all’interno della lega, considera già troppo elevata la proposta di New York.

“Se è il tuo terzo miglior giocatore, non puoi pagarlo il massimo”

A raccontare le diverse posizioni è stato Ian Begley, che ha riportato il parere di un dirigente NBA rimasto anonimo. Secondo quest’ultimo, il valore di Towns deve essere valutato non soltanto in base alle sue qualità individuali, ma anche al peso che il suo contratto avrebbe sulla costruzione del roster.

Un dirigente mi ha detto: “Se è il tuo terzo miglior giocatore, non puoi pagarlo con un contratto al massimo salariale”. Towns non sta nemmeno chiedendo il massimo, ma secondo questo dirigente dovrebbe ricevere il 50-60% di quella cifra. Se vai oltre, con le attuali regole del secondo apron, finisci per limitare pesantemente le tue possibilità

Ian Begley

Il riferimento è alla posizione di Towns nelle gerarchie dei Knicks, dove Jalen Brunson e OG Anunoby vengono considerati da alcuni osservatori più importanti per gli equilibri della squadra.

Una valutazione che non mette necessariamente in discussione il talento del lungo, ma che apre un problema di sostenibilità economica: investire una parte così consistente del monte salari su un terzo riferimento potrebbe lasciare poco spazio per completare il roster.

Dall’altra parte, però, Towns ha argomenti tutt’altro che trascurabili per difendere la propria richiesta.

L’ex Minnesota è un sei volte All-Star, tre volte All-NBA e campione NBA, con un curriculum che lo colloca tra i lunghi più affermati della lega. Inoltre, i 225 milioni richiesti rappresenterebbero già una rinuncia rispetto ai 276 milioni ai quali potrebbe avere diritto.

Begley ha infatti riportato anche l’opinione di un altro dirigente, decisamente più vicino alla posizione del giocatore.

Un altro dirigente mi ha fatto notare che l’offerta dei Knicks, circa 200 milioni in quattro anni, è sostanzialmente la stessa cifra che guadagna Jalen Duren. Non puoi chiedere a Towns di accettare lo stesso contratto di Duren. Non avrebbe senso. Ci sono due modi di vedere la situazione

Ian Begley

Due letture opposte che spiegano perché il rinnovo sia diventato una questione così delicata. Per New York si tratta di proteggere la flessibilità salariale, mentre per Towns è anche una questione di riconoscimento del proprio valore.

Leggi anche

Loading...