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Dirk Nowitzki dietro la crescita OG Anunoby

Nowtizki rivela di aver lavorato sulla tecnica di tiro di Anunoby, decisivo con i 28 punti nella vittoria della NBA Cup dei Knicks

OG Anunoby non è mai stato uno da copertina facile. Poco rumore, tanta sostanza. Eppure, nella notte della NBA Cup, è stato impossibile non notarlo. I Knicks hanno vinto la terza edizione del torneo battendo gli Spurs 124-113, lui ha segnato 28 punti e alcune delle giocate più pesanti della partita portano la sua firma, compresa quella tripla dall’angolo che ha chiuso definitivamente i conti contro San Antonio.

Dietro a una prestazione così c’è lavoro, curiosità e anche una telefonata ben fatta. Perché Anunoby, l’anno scorso, ha deciso di chiedere consigli a Dirk Nowitzki.

Non una chiacchierata generica, ma una vera lezione sul tiro: piedi, mani, respirazione, sguardo. Soprattutto, le dita sulla palla. Dettagli che alla fine fanno la differenza, soprattutto se raccontati da uno che ha costruito una carriera proprio su quei dettagli.

Voleva saperne di più sul tiro, così l’anno scorso si è messo in contatto con me… Voleva conoscere ogni minimo dettaglio: i piedi, la posizione delle mani, la respirazione, dove vanno gli occhi, mi ha fatto domande di ogni tipo. Una delle cose principali di cui gli ho parlato è la posizione delle dita sulla palla

Dirk Nowitzki

Il risultato si vede. Anunoby ha chiuso con 10/17 al tiro senza forzare. Non solo punti, ma ritmo, presenza, solidità. Quando lui gira, i Knicks sembrano più ordinati, più credibili su entrambi i lati del campo.

Il bello è che questa vittoria non è stata una questione individuale. Brunson (anche lui elogiato da Nowitzki) ha vinto l’MVP, Karl-Anthony Towns ha portato peso e rimbalzi, e Tyler Kolek (14 punti in 20 minuti) ha dato energia vera, di quelle che cambiano l’inerzia.

Sette giocatori in doppia cifra raccontano meglio di qualsiasi slogan cosa siano oggi questi Knicks: una squadra profonda, pragmatica, che sa chi è.

Anunoby intanto continua a crescere. Senza proclami, senza frasi ad effetto. Con le dita messe nel modo giusto sul pallone. E, a quanto pare, anche sulla strada giusta.

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