Caso Terry Rozier: la difesa chiede l’archiviazione
Il caso Rozier continua a far discutere: l’avvocato del playmaker dei Miami Heat attacca l’accusa federale e parla di un procedimento usato per tutelare l’immagine delle scommesse sportive
In attesa della prossima udienza sul caso Terry Rozier, fissata per il 3 marzo 2026, continuano ad arrivare aggiornamenti da New York, dove l’indagine federale è in corso ormai da circa un mese.
Nei giorni scorsi, Jim Trusty, avvocato del playmaker dei Miami Heat, ha depositato un documento in cui attacca il governo federale, accusandolo di non aver chiarito in modo specifico quale sarebbe il reato contestato a Rozier e di stare utilizzando il caso per “rafforzare la propria credibilità in materia di integrità delle scommesse sportive”.
Il legale ha quindi richiesto formalmente l’archiviazione delle accuse, sostenendo che il procedimento si stia trasformando esclusivamente in uno strumento di comunicazione istituzionale verso l’opinione pubblica.
Il governo ha presentato il caso come un’indagine su presunte “scommesse privilegiate” e su una manipolazione di partite NBA; l’atto d’accusa, però, riguarderebbe una fattispecie di minore rilevanza, ossia la violazione dei termini di utilizzo dei bookmaker da parte di alcuni scommettitori
Jim Trusty – Avvocato Terry Rozier
La risposta dell’Ufficio dell’Eastern District di New York è attesa per il 2 febbraio. Nel frattempo Rozier, inizialmente accostato anche a un più ampio quadro di criminalità organizzata, si è dichiarato innocente rispetto a entrambe le accuse a suo carico: cospirazione per frode telematica e cospirazione per riciclaggio di denaro.
Il coinvolgimento di Rozier è legato a una partita del marzo 2023, quando, allora in forza ai Charlotte Hornets, pur non figurando nell’injury report prepartita, lasciò il campo dopo appena nove minuti di gioco.
Secondo l’accusa, il giocatore avrebbe comunicato in anticipo la notizia di un infortunio programmato al coimputato Deniro Laster, che avrebbe poi coinvolto alcuni collaboratori per piazzare le scommesse sportive. Le eventuali vincite sarebbero state successivamente condivise tra i partecipanti.
Questo tipo di condotta, al di là del danno economico per i centri scommesse, inciderebbe soprattutto sull’immagine dell’NBA, che da tempo è impegnata nel contrasto al fenomeno delle scommesse illegali, diventato negli ultimi mesi un problema sempre più rilevante per la Lega.