NBA e tanking: come la Draft Lottery genera partite senza senso

La NBA valuta modifiche alla Draft Lottery per fermare il tanking: ecco perché abolire o riformare il sistema potrebbe essere la chiave

NBA Draft Lottery

Come ben sappiamo, in risposta allo scandalo scommesse NBA e alla necessità di salvaguardare le partnership con i siti di betting, la lega starebbe valutando delle modifiche al regolamento per scoraggiare, anche, il cosiddetto tanking.

Il tanking è quella pratica che porta alcune squadre prive di ambizioni a perdere intenzionalmente per ottenere posizioni migliori al Draft, aumentando le probabilità di accaparrarsi i migliori prospetti. Senza soffermarsi sulle idee di Silver, proviamo a domandarci come si possa fermare questa pratica.

Il problema è la Draft Lottery

Il vero nodo da affrontare è la Draft Lottery NBA e il suo regolamento, più che la sua struttura. Il tanking esiste perché la Lottery esiste nella forma attuale.

Spostare la data di congelamento delle posizioni non cambia l’essenza del problema: giocare a perdere conviene comunque alle squadre senza obiettivi immediati. Anticipare il problema potrebbe creare partite prive di motivazioni subito dopo l’All-Star Game, un fenomeno che sarebbe difficile da tollerare.

Inoltre, non è possibile rendere più “equo” un sistema basato sulla estrazione casuale delle palline, perché di fatto si tratta di fortuna pura. Nessuna regola può trasformare questo meccanismo in qualcosa di veramente equo.

Cambiamento o abolizione?

Un’altra proposta riguarda la limitazione della scelta tra le prime quattro posizioni per due anni consecutivi. Teoricamente comprensibile, ma ingiusto considerando che San Antonio ha già selezionato due giocatori potenzialmente generazionali come Dylan Harper e Victor Wembanyama.

Creare eccezioni recenti rischia di rendere il sistema incoerente: esempi passati come i Magic con Shaq e Penny mostrano che i cambiamenti parziali possono generare squilibri storici. È quindi più onesto abolire la Lottery e ricostruire il sistema piuttosto che modificare regole esistenti che replicano sempre le stesse contraddizioni.

Qual è la soluzione, quindi?

La prima soluzione sarebbe lasciare tutto com’è, ammettendo che il tanking è inevitabile per mantenere affascinante la Draft Lottery.

Se però la NBA vuole apparire attiva nella prevenzione di risultati truccati, si potrebbe:

  • Dare a tutte le squadre non qualificate ai playoff la stessa probabilità di estrazione, oppure
  • Abolire la Lottery e gestire i contratti dei rookie come normali contratti tra giocatori e franchigie.

In questo scenario, le squadre più piccole o perdenti avrebbero più interesse a sviluppare il proprio potenziale piuttosto che perdere intenzionalmente per ottenere prospetti migliori.

Soluzioni simili possono sembrare semplici, ma la chiave è rimuovere gli incentivi a perdere senza complicare troppo il sistema. Il vero problema non è il tanking da abolire, ma la Lottery che lo genera.

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