Russell Westbrook nella storia NBA: “Non ci posso credere, sognavo il football”

Russell Westbrook supera Oscar Robertson e diventa la Point Guard più prolifica della storia NBA. Un altro capitolo leggendario scritto da Mr. Triple Double

Russell Westbrook NBA

Nella sfida tra Sacramento Kings e Phoenix Suns, Russell Westbrook ha scritto ancora una volta il proprio nome nella storia NBA. Con i punti segnati contro Phoenix, l’ex MVP ha superato Oscar Robertson nella classifica all-time dei realizzatori, diventando ufficialmente la point guard con più punti segnati nella storia della lega.

Un traguardo enorme, raggiunto nel corso della sua 18esima stagione NBA, la prima con la maglia dei Kings, e che conferma come Westbrook continui a essere produttivo nonostante il passare degli anni. Atletismo, aggressività e impatto sul gioco restano marchi di fabbrica difficili da ignorare.

Il sorpasso su Oscar Robertson

Prima della palla a due contro i Suns, Westbrook era a quota 26.694 punti in carriera, al 18esimo posto nella classifica all-time, alle spalle proprio di Oscar Robertson. Per agganciarlo servivano 16 punti, per superarlo 17. Missione compiuta in appena 26 minuti sul parquet.

Il canestro decisivo arriva nel quarto periodo, con oltre quattro minuti ancora da giocare: penetrazione centrale e appoggio al vetro, una delle firme tecniche più riconoscibili del suo repertorio.

Un record che va oltre i numeri

Diventare la Point Guard con più punti nella storia NBA non è solo una questione di numeri. È la sintesi di una carriera vissuta sempre al massimo, spesso divisiva, ma impossibile da ignorare. Westbrook ha costruito il suo percorso sfidando i limiti del ruolo, trasformando il concetto stesso di point guard moderna.

A dare ancora più peso al momento sono le parole di Westbrook, che alla domanda se da bambino avesse mai immaginato un percorso del genere ha risposto:

Mai nella mia vita. Non riesco nemmeno a immaginarlo: sono cresciuto sognando di giocare a football

Russell Westbrook

Un’ammissione che restituisce la dimensione umana di un giocatore che, da ragazzo, non immaginava nemmeno una carriera NBA figuriamoci entrare nella storia di questo sport.

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