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Udoka non usa giri di parole su Durant: “Togli un 37enne e crolliamo”

I Rockets crollano nel quarto periodo senza Durant, che sale al settimo posto di migliori marcatori di sempre: la frustrazione di Udoka

Al Moda Center i Rockets hanno avuto l’ennesimo promemoria di quanto Kevin Durant, a 37 anni, continui a spostare gli equilibri in NBA.

I Portland Trail Blazers rimontano, vincono 111-105 e lasciano agli Houston Rockets una serata amara, illuminata solo da un dato storico: KD è ora il settimo miglior marcatore di sempre dopo aver sorpassato Wilt Chamberlain in classifica.

La frustrazione di Udoka

Ma il vero titolo della notte lo firma Ime Udoka, con parole che suonano come una strigliata alla sua squadra, ricca di risorse ma che ancora sta cercando la quadra per essere sempre più costante.

Togli un 37enne dalla partita per due minuti e perdi un vantaggio

Ime Udoka

Non è una frase qualunque, è una sentenza. Durant esce, Houston crolla. Parziale di 11-0, partita che gira, fiducia che evapora. Udoka non cerca alibi e affonda il colpo:

Mentalmente deboli, senza aggressività, affidarci a un 37enne per più di 40 minuti è un problema

Ime Udoka

I Rockets avevano la gara in mano sul 90-77. Poi un importante e decisivo passaggio a vuoto. Senza Durant in campo, l’attacco si inceppa, e soprattutto la difesa per fiducia scomparendo nelle pieghe del quarto periodo.

Quando KD rientra è troppo tardi. Lui fa il suo lasciando una doppia doppia che assume i contorni di un losing effort. Ma il resto della squadra nel quarto periodo tira 3/21 dal campo e 0/14 da tre. Numeri che spiegano tutto.

La frustrazione di coach Udoka e Durant è lo specchio della serata: una bottiglia spaccata durante un timeout, gesto istintivo di chi sa di aver dato tutto. Senza Sengun, senza VanVleet, Houston si scopre fragile. E allora il paradosso diventa evidente: a 37 anni, Kevin Durant è ancora indispensabile. Udoka lo sa meglio di chiunque altro.

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