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Klay Thompson e il nuovo ruolo ai Mavs: “Mi sto godendo ogni minuto”

A 36 anni e con quattro titoli NBA alle spalle, Thompson accetta un nuovo ruolo a Dallas: meno spazio, ma la stessa voglia di incidere e aiutare la squadra

A pochi giorni dal compimento dei 36 anni (8 febbraio) e con quattro titoli NBA alle spalle, Klay Thompson si sta reinventando. Una traiettoria insolita per uno dei più grandi tiratori della storia della lega, ma in NBA c’è sempre spazio per una prima volta anche per chi ne ha vissute di ogni, tra vittorie e infortuni. Con i Mavericks, l’ex Warriors non sta vivendo il momento migliore della sua carriera, ma sta cercando di essere il più efficiente possibile per la squadra.

Se nella scorsa stagione era partito titolare in tutte le 72 partite giocate a Dallas (27 minuti di media), quest’anno lo scenario è cambiato. Anche contro i Nets, nella vittoria per 113-105, Jason Kidd lo ha mandato in campo dalla panchina per la 28ª volta. E Klay ha risposto da veterano: 18 punti in 27 minuti, con un solido 6/9 da tre.

È stato davvero fantastico, onestamente. Anno 15. Giocare minuti importanti in NBA, in una grande città, e godermi ogni singolo istante. Amo questo gioco e amo essere abbastanza in salute da poter stare così tanto in campo. È una vera benedizione e non darò mai per scontati gli anni che ho perso, perché mi hanno dato una grande prospettiva

Klay Thompson

Un ruolo che molti vivrebbero come un ridimensionamento (al netto anche di due infortuni al tendine d’Achille e al legamento crociato tra 2019 e 2020), ma che Thompson affronta con piena consapevolezza. Anche perché davanti a lui c’è Cooper Flagg (27 punti e 5 rimbalzi contro Brooklyn), 18 anni, rookie dal potenziale enorme e volto del futuro dei Mavs.

Curiosamente, quattordici anni fa era stato proprio Klay a scalzare Richard Jefferson e Monta Ellis nelle rotazioni di Mark Jackson a Golden State. Oggi, i ruoli si sono invertiti. E Thompson lo accetta, senza fare rumore.

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