Jimmy Butler e GSW, bilancio di metà stagione: “Basta mediocrità”

Arrivati a metà stagione esatta, Butler sprona i Warriors: ecco serve alla squadra per migliorare e puntare ai Playoff

Jimmy Butler GSW

Jimmy Butler si è sempre distinto, per le sue giocate o per le sue parole e spesso anche per entrambi i casi. E anche dopo la vittoria netta dei Warriors (in cui ha segnato 16 punti con 6 rimbalzi e 5 assist) contro i Blazers per 119-97, l’ex Heat non ha usato molti giri di parole per far percepire la propria insoddisfazione della prima parte di stagione della squadra.

Quando gli è stato chiesto un bilancio della prima metà di stagione, Butler è stato diretto e incisivo, caratteristiche che fanno parte del suo personaggio oltre che del giocatore.

La mediocrità è il peggior posto in cui trovarsi. Nessuno vuole starci. Dobbiamo vincere più partite.

Jimmy Butler

I numeri raccontano una realtà chiara: 22 vittorie in 41 partite. Al giro di boa della stagione regolare, Golden State si ritrova ancora una volta a lottare per un posto ai Play-In, in perfetta continuità con quanto visto nelle ultime due stagioni.

Una posizione scomoda, a metà strada tra chi punta in alto e chi rischia di restare indietro. Ed è forse proprio questo che Jimmy Butler intende quando parla di “mediocrità”: stare nel mezzo del campo di battaglia, senza mai davvero affondare il colpo, ma con il costante rischio di perdere il passo rispetto alle squadre di testa.

Le aspettative dei Warriors

Con Stephen Curry, Jimmy Butler e Draymond Green, i Warriors nutrono aspettative di un certo tipo: proprio la trade di Butler a febbraio ha rafforzato l’intenzione della franchigia di San Francisco di voler lottare per il Titolo. Ma oltre alle frequenti espulsioni del numero #23 e alcuni infortuni importanti, GSW sta facendo i conti con alcuni limiti strutturali del proprio roster come la mancanza di un vero ‘supporting cast’ attorno ai Big Three e le troppe palle perse che penalizzano il ritmo.

L’obiettivo di mercato per la Trade Deadline

Come ogni anno, alla vigilia della trade deadline i Golden State Warriors tornano inevitabilmente sotto i riflettori del mercato NBA. Tra i nomi più spesso accostati a GSW spicca quello di Michael Porter Jr., protagonista di una stagione da autentico All-Star con i Brooklyn Nets.

L’ex ala dei Nuggets (Campione NBA nel 2023) sta viaggiando a 26 punti di media, con il 49% dal campo, il 40% da tre7.5 rimbalzi e 3.4 assist in 30 partite, numeri che spiegano bene perché il suo nome sia diventato caldo sul mercato. Porter è inoltre sotto contratto fino al 2027 per 79 milioni di dollari, un dettaglio tutt’altro che marginale nelle valutazioni delle franchigie interessate.

Per provare a portarlo nella Baia e garantire un supporto offensivo di alto livello a Stephen Curry, il GM Mike Dunleavy dovrebbe mettere sul tavolo un pacchetto importante, costruito attorno a Jonathan KumingaMoses MoodyBuddy Hield e una combinazione di scelte al Draft.

Resta da capire se questa sarà la mossa giusta per tentare di riportare Golden State fuori dalla mediocrità e rilanciarne le ambizioni. Una risposta che potrebbe arrivare molto presto: la deadline (5 febbraio) è ormai alle porte e le prossime tre settimane diranno molto sul futuro dei Warriors.

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