Reazione Knicks: Nets annientati, Towns: “Serviva una vittoria”

Dopo la riunione voluta da Brunson, New York risponde con una netta vittoria: i Nets crollano sotto i colpi di una squadra che vuole ritrovare continuità

Mike Brown, coach dei New York Knicks

Serviva una scossa. E i New York Knicks l’hanno trovata nel modo più rumoroso possibile. Dopo oltre una settimana senza vittorie e quattro sconfitte consecutive, la squadra di Mike Brown ha spazzato via i Brooklyn Nets con un clamoroso 120-66, il successo più largo in 80 anni di storia della franchigia.

Una partita senza storia già all’intervallo, ma diventata simbolica per ciò che rappresenta: la reazione dopo uno dei momenti più complicati della stagione.

Dominio totale sin dall’inizio

Con Jalen Brunson a guidare l’attacco, New York ha preso subito il controllo del match, chiudendo il terzo quarto avanti 88-56. A quel punto i titolari hanno lasciato spazio alle seconde linee, ma il copione non è cambiato. Anzi.

La panchina dei Knicks ha aperto l’ultimo periodo con un devastante 16-0, facendo lievitare il punteggio fino al 104-56 e trasformando il finale in una passerella. Numeri che raccontano meglio di qualsiasi commento la portata della serata: 57.5% dal campo, massimo vantaggio di 59 punti, Nets limitati al 29% al tiro.

Brunson ha chiuso con 20 punti in tre quarti, confermandosi il riferimento tecnico ed emotivo della squadra. Ma la fotografia della serata è anche Landry Shamet, ottimo in uscita dalla panchina: 18 punti in 15 minuti, con un incredibile 6/6 da tre.

Non è solo una questione di una partita. Siamo in un periodo complicato e dobbiamo continuare a costruire. Anche in una serata così, l’obiettivo è mantenere lo standard e crescere

Landry Shamet

Parole che raccontano una squadra consapevole di dover guardare oltre il risultato.

Dai fischi del Garden alla riunione dei giocatori

Il contesto rende tutto ancora più significativo. Solo due giorni prima, i Knicks erano stati sommersi dai fischi del Madison Square Garden dopo il pesante ko contro Dallas, con uno svantaggio di 30 punti già nel primo tempo.

Proprio dopo quella sconfitta, Brunson aveva chiamato una riunione solo per i giocatori, chiedendo al gruppo di trovare risposte interne, senza delegare tutto allo staff tecnico. Una mossa che sembra aver prodotto effetti immediati.

Towns: “Vincere per rompere il ghiaccio”

Tra i più osservati c’era anche Karl-Anthony Towns, bersaglio dei fischi contro i Mavericks. La sua lettura è stata semplice e diretta:

Serviva una vittoria. Dovevamo rompere il ghiaccio. Questa partita mostra cosa possiamo fare, ma la chiave è la continuità. Senza quella non si va da nessuna parte

Karl-Anthony Towns

Un messaggio chiaro: il talento non basta, serve ripetibilità.

New York sa bene che questa vittoria, per quanto storica, non basta a cancellare le difficoltà di gennaio. Il banco di prova arriva subito: sabato in trasferta contro i Philadelphia 76ers, che hanno già battuto due volte i Knicks al Garden.

È un buon passo, ma dobbiamo continuare a spingere ogni giorno per migliorare

Jalen Brunson

Il messaggio è chiaro: la strada è lunga, ma la risposta è finalmente arrivata.

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