Curry tiene i GSW con i piedi a terra: “Questi non sono i veri T’Wolves”
I GSW, nonostante gli infortuni, sorprendono i T’Wolves; Curry frena gli entusiasmi e guarda avanti tra difficoltà e identità da ricostruire
La vittoria per 111-85 dei Warriors a Minnesota arriva in un momento particolare della stagione e va letta con attenzione, proprio come suggeriscono le parole di Stephen Curry. Golden State ha battuto i Timberwolves senza Jimmy Butler, fuori fino al prossimo anno per la rottura del legamento crociato, contro una squadra che invece si è presentata al completo. Un risultato inatteso, soprattutto guardando al recente passato.
Solo pochi mesi fa, al primo turno dei Playoff 2025, erano stati proprio i Timberwolves a eliminare GSW. In quella serie Curry era infortunato e i Warriors avevano mostrato tutti i loro limiti, soprattutto sul piano fisico e della continuità. Il successo di ieri notte non cancella quel precedente, e Curry lo sa bene.
Per questo invita a non farsi illusioni e a non usare una singola partita per definire il reale valore di Minnesota o, soprattutto, quello di Golden State.
È diverso senza Jimmy, certo, ma non dobbiamo farci ingannare pensando che la partita di stasera rappresenti davvero chi sono. Parliamo pur sempre di una squadra che è arrivata alle finali di Conference Ovest per due anni consecutivi, con praticamente lo stesso roster
Stephen Curry
Curry riconosce la forza dei Timberwolves, una squadra che ha raggiunto le Finali di Conference Ovest per due anni consecutivi mantenendo quasi lo stesso gruppo. Anthony Edwards (32 punti e 11 rimbalzi) continua a giocare ad alto livello, DiVincenzo (22+7 con 6/15 da tre) sta tirando con fiducia e altri giocatori hanno semplicemente avuto una serata negativa. Elementi che spiegano perché questa vittoria non vada sopravvalutata.
Ant sta giocando ad altissimo livello. Donte sta tirando molto bene. Altri giocatori hanno avuto una serata storta. Dobbiamo quindi capire bene chi sono loro e chi vogliamo essere noi, e dare continuità a quanto fatto stasera con un’altra grande prestazione domani. Speriamo di riuscirci
Stephen Curry
Il messaggio è chiaro: per i Warriors conta più il percorso che il risultato singolo. La seconda metà di stagione sarà complicata, senza Butler e con un roster ancora da capire fino in fondo. In più c’è una trade deadline, quella del 5 febbraio, che potrebbe cambiare equilibri e gerarchie (l’infortunio di Butler, in ottica scambi, ne ha cambiate parecchie).
La vittoria contro Minnesota è un buon segnale, ma solo uno dei tanti passaggi necessari per capire chi sono davvero questi Warriors e dove possono arrivare. Curry predica calma e realismo. Golden State è ancora in fase di costruzione, e il lavoro vero comincia adesso.