L’ascesa di Austin Reaves: “Sono ossessionato dal vincere”
Da undrafted nel 2021 a pilastro dei Lakers: Reaves racconta il rischio, la crescita e il sogno chiamato titolo NBA
Austin Reaves non sarà all’All-Star Game. Oggi fa notizia. Ma quattro anni fa, quando al Draft NBA 2021 non fu nemmeno chiamato, immaginarlo tra i candidati della gara delle stelle avrebbe strappato più di un sorriso.
Oggi viaggia a 25.7 punti, 5.7 rimbalzi e 6.1 assist di media in 27 partite di questa stagione. Numeri che raccontano solo una parte della storia. Perché Reaves è diventato una delle colonne del futuro dei Lakers, e le sue cifre sono soltanto la superficie di un percorso fatto di ostacoli, scelte coraggiose e una crescita tanto rapida quanto inattesa.
Tra gli undrafted della storia NBA, Reaves si è già ritagliato un posto speciale. Da escluso a volto della franchigia di Hollywood: una storia che sembra scritta per il grande schermo. Si è raccontato in una lunga intervista a SLAM.
L’impatto di LeBron, Westbrook, Davis e Melo
Entrare nello spogliatoio dei Lakers nel 2021 significava ritrovarsi accanto a LeBron James, Anthony Davis, Russell Westbrook, Carmelo Anthony. Normale tremare un po’.
Ero il primo in palestra quella mattina. Poi sono arrivati Bron, Russ, Melo, AD, Dwight… e pensavo: “Ma che sta succedendo?”
Austin Reaves
La tensione si scioglie in un attimo preciso: penetrazione, no-look per LeBron e schiacciata.
Da lì mi è sembrato che il peso del mondo fosse sparito dalle spalle. Era solo basket
Austin Reaves
Dalla notte del Draft al rischio calcolato
Austin Reaves non è arrivato in NBA con i riflettori puntati addosso. Niente chiamata al Draft, niente passerella. Solo una scelta coraggiosa, controcorrente, basata su analisi e visione anche dei suoi agenti.
Non è stato affatto facile dire no all’opportunità di sentire il tuo nome chiamato la notte del Draft, ma mi sono fidato del lavoro fatto dai miei agenti
Austin Reaves
L’obiettivo era trovare il contesto giusto per trasformare un two-way contract in un posto stabile a roster. Dopo il mini-camp di LeBron e una chiamata di Rob Pelinka alla vigilia del Media Day, la svolta:
Ho firmato il più velocemente possibile, trasformando tutto in realtà
Austin Reaves
L’ossessione per l’anello
Nonostante i progressi individuali, nella testa c’è un solo traguardo che ancora con Los Angeles non ha raggiunto.
Vincere un campionato. È l’unica cosa che ho voluto fare da quando sono diventato un Laker
Austin Reaves
Reaves è cresciuto tifando Kobe e guardando le Finals gialloviola.
Credo che ogni successo individuale derivi dal successo di squadra. Se vinci al massimo livello, tutto il resto arriva di conseguenza
Austin Reaves
Ha già sentito il profumo delle NBA Finals, fermandosi alle Western Conference Finals nel 2022/23. In quella corsa si rivelò al grande pubblico: 13 punti e 3.4 assist di media in 64 partite sotto la guida di Darvin Ham, la conferma di essere molto più di una semplice sorpresa. Poi, però, solo eliminazioni al primo turno dei Playoff. Un passo indietro rispetto a quella primavera che aveva acceso l’entusiasmo di Los Angeles.
Oggi è difficile immaginare che Lakers e Reaves (rientrato ad alti giri del motore dopo 19 gare di assenza) possano coronare il sogno già in questa stagione. L’Ovest è ancora più profondo e competitivo rispetto agli anni scorsi e i gialloviola, pur avendo ambizioni da contender con Doncic e LeBron, devono ancora sistemare qualche dettaglio prima di poter legittimamente puntare al 18° Titolo.