Spurs in difficoltà, Wembanyama: “Ci servirà per crescere”
Al Garden si ferma la corsa degli Spurs: New York alza il livello, Wembanyama ammette gli errori e guarda avanti
Al Madison Square Garden si è fermata la corsa degli Spurs. Dopo undici vittorie consecutive, San Antonio ha sbattuto contro la solidità dei Knicks, perdendo 114-89 una partita che pesava nella corsa al primo posto a Ovest con Oklahoma City. Più che il risultato, però, a colpire è stata la sensazione di una squadra improvvisamente senza ritmo.
Victor Wembanyama, autore di una doppia doppia da 25 punti e 13 rimbalzi, non si è nascosto. Davanti ai microfoni ha parlato con lucidità, quasi con severità verso se stesso. Ha ammesso di aver esitato, soprattutto dal perimetro (1/7), di aver tenuto troppo il pallone e di aver commesso sette palle perse, molte delle quali sanguinose.
Abbiamo dato loro vita. Non sono una squadra brutta da vedere, ma hanno reso brutto il nostro gioco
Victor Wembanyama
Ha spiegato così il francese dopo la sconfitta, individuando nell’ultimo parziale del secondo quarto il momento in cui la partita è cambiata.
Gli Spurs erano partiti meglio, con energia e controllo. Poi è bastata una scintilla ai Knicks per ribaltare l’inerzia. New York ha alzato il livello fisico, ha reso ogni possesso complicato e ha trasformato la gara in una battaglia sporca. Nessun allarme, però: anche perché, prima di cedere definitivamente il passo a metà dell’ultimo parziale, Wemby&Co erano riusciti a tagliare il -14 di metà terzo quarto a -6.
Non vedo passi indietro. È positivo affrontare questo tipo di avversità. Vogliamo giocare contro le migliori squadre e loro sono una testa di serie, una squadra esperta di playoff. Oggi ci hanno dato una lezione
Victor Wembanyama
Per una squadra giovane e ambiziosa, confrontarsi con una contender esperta e dalla difesa coriacea può essere una lezione necessaria. San Antonio (l’unica squadra insieme a OKC e Detroit a raggiungere 40 vittorie prima delle 20 sconfitte) resta una delle realtà più intriganti della stagione. Ma al Garden ha capito che, per restare in vetta, talento e entusiasmo non bastano: servono solidità, gestione dei momenti e meno esitazioni quando il livello si alza.