Nikola Jokic elogia Shai Gilgeous-Alexander: “È speciale”
Jokic fa girare tutto alla perfezione e piazza l’ennesima tripla doppia, ma nel finale Denver deve arrendersi a Shai Gilgeous-Alexander
Prestazione mostruosa, solita regia celestiale e dominio totale del ritmo. Nikola Jokic ha fatto tutto quello che doveva fare.Il problema? Dall’altra parte c’era qualcuno che ha deciso che quella doveva essere la sua serata, prendendosi il palcoscenico proprio sul più bello.
I Denver Nuggets escono sconfitti 129-126 dal campo degli Oklahoma City Thunder nonostante una gara gigantesca del loro leader: 32 punti, 14 rimbalzi e 13 assist, l’ennesima tripla doppia di una collezione ormai infinita.
Il serbo ha controllato la partita come sempre, scegliendo quando accelerare e quando punire la difesa. Ogni raddoppio si trasformava in un assist, ogni spazio in un canestro pesante.
Nel finale sembrava anche aver rimesso tutto a posto.
Tripla segnata subendo fallo, sangue freddo e libero supplementare trasformato da Jamal Murray per il pareggio. Un’azione confusa, rivista dagli arbitri, ma che aveva restituito fiducia a Denver nel momento più delicato.
Poi però è arrivata la doccia fredda.
Ultimo possesso Thunder, difesa schierata, pressione massima. Eppure Shai Gilgeous-Alexander è riuscito a costruirsi il tiro perfetto per la vittoria.
A quel punto, l’ultimo tentativo disperato di Aaron Gordon allo scadere non ha trovato il ferro.
Fine dei giochi.
Jokic applaude il record di Shai
Nel post partita Nikola Jokic ha riconosciuto la grandezza dell’avversario e il valore del traguardo raggiunto dal canadese. Le 126 partite consecutive da almeno 20 punti raccontano una continuità semplicemente fuori scala, iniziata a novembre 2024 e diventata, gara dopo gara, uno dei filoni più impressionanti della NBA moderna.
La gente non capisce quanto sia difficile. Segnarne 20 per dieci partite è complicato, figuriamoci per oltre cento. È un giocatore speciale
Nikola Jokic
Per Denver resta una prestazione solida contro una delle squadre più calde della Western Conference, ma anche la sensazione di aver fatto quasi tutto giusto senza riuscire a portarla a casa.
Quando le partite si decidono su un singolo possesso, basta un dettaglio. Stavolta quel dettaglio non era dalla parte dei Nuggets.