La grandezza di Stephen Curry ha rovinato il gioco
Lamar Odom riflette in modo critico sull’impatto di Steph Curry: come il suo tiro da tre ha rivoluzionato la NBA
Per molti, Stephen Curry non è soltanto uno dei migliori giocatori della sua generazione, ma anche una delle figure più influenti nella storia della pallacanestro. Eppure proprio questa influenza continua a far discutere.
Secondo l’ex campione NBA Lamar Odom, l’impatto di Curry sul gioco è stato talmente grande da cambiare completamente il modo in cui si gioca a basket, soprattutto tra le nuove generazioni.
La maledizione di Steph Curry. La sua grandezza ha danneggiato il gioco, ma non è colpa sua. Se prendi un bambino oggi e gli dai un pallone al parco, la prima cosa che farà sarà tirare da lontanissimo. È l’effetto della grandezza di Curry. È stato incredibile e lo è ancora. Spero solo che i ragazzi non imparino da lui soltanto a tirare, ma anche come muoversi senza palla
Lamar Odom a Double Coverage
Prima dell’esplosione della stella dei Golden State Warriors, il tiro da tre punti era spesso considerato un’arma complementare. Negli ultimi anni, invece, è diventato il fulcro dell’attacco di quasi tutte le squadre NBA.
Odom ammette che questa trasformazione ha reso il gioco più prevedibile:
Per me la NBA a volte è difficile da guardare. Tutti giocano allo stesso modo. Sono stanco di vedere sempre hand-off e pick-and-roll
Lamar Odom a Double Coverage
Naturalmente l’ex lungo dei Lakers non attribuisce la responsabilità a Curry, punto focale anche della critica simile di Charles Barkley agli Splash Brother. Il punto, secondo lui, è che la sua efficacia ha spinto squadre e giocatori a imitare quel modello, privilegiando sempre di più il tiro da tre rispetto al gioco interno.
Il cambiamento è diventato evidente negli ultimi anni. Nella scorsa stagione, ad esempio, i Boston Celtics hanno stabilito il record NBA per triple segnate in una stagione con 1.457.
Un dato che racconta quanto l’eredità di Curry abbia trasformato il basket moderno: non solo due MVP e quattro Titoli, ma anche una nuova filosofia offensiva che ha ridefinito il gioco.