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Shai supera Wilt, 127 partite con almeno 20 punti: “Il segreto è la squadra”

Cade il record di Wilt Chamberlain: Shai Gilgeous-Alexander sigla la 127a gara consecutiva da 20+ punti e trascina i Thunder al successo contro i Celtics

È la notte di Shai. È l’istante in cui anche un totem dell’Olimpo cestistico come Wilt Chamberlain deve cedere il passo. Quel primato di 126 partite consecutive con almeno 20 punti a referto – un monumento alla continuità che pareva scolpito nella pietra – si è sgretolato di fronte alla metodica, inarrestabile ascesa di Gilgeous-Alexander.

Nel successo per 104-102 contro i Celtics, SGA ha messo la firma su una prestazione da 35 punti, nobilitata dalla consueta, quasi irritante precisione chirurgica: un 13/18 dal campo che racconta di una selezione di tiro ai limiti della perfezione.

Ma non è stata solo una questione di canestri. I 9 assist e i 5 rimbalzi sradicati dal parquet sono la prova definitiva di un teorema ormai chiaro a tutta la lega: i numeri di Shai non sono sterili statistiche da garbage time, ma il motore immobile che trascina Oklahoma City verso l’élite della NBA.

Non è solo una striscia di punteggi; è la testimonianza di un impatto totale, dove ogni possesso gestito dal numero 2 si trasforma in un vantaggio competitivo per i Thunder. Il record di Wilt è caduto, ma la sensazione è che Shai abbia appena iniziato a riscrivere la storia.

Abbiamo vinto per tutta la durata della striscia ed è la cosa più importante. Mi sono divertito così tanto a giocare nell’ultimo anno e mezzo, probabilmente perché ho vinto molto. Se mantieni la mentalità corretta, se restate uniti, se siete connessi come gruppo e vi divertite durante l’intero processo, riesci a ottenere il massimo dalle cose

Shai Gilgeous-Alexander

Si diverte e, soprattutto, diverte. Nelle 127 allacciate di scarpe che hanno scandito quella che da stanotte è ufficialmente la sua striscia record, Shai Gilgeous-Alexander ha viaggiato alla surreale media di 32,5 punti a partita. Ma ridurre il fenomeno canadese a una mera questione di volume sarebbe un errore imperdonabile: le sue prestazioni raccontano di un giocatore che non ha ancora finito di ridefinire i confini del possibile.

Se la stagione calasse il sipario oggi, SGA firmerebbe la sua quarta annata consecutiva da almeno 30 punti di media: un’impresa di una continuità celestiale che, dal 1986 al 1993, portò la firma esclusiva di un certo Michael Jordan.

Tuttavia, è nell’efficienza che Shai distanzia il resto del mondo. Con una True Shooting del 69%, l’astro dei Thunder si prepara a chiudere con il dato più alto mai registrato nella storia della Lega per una stagione da trentellista. Non è solo segnare; è farlo con una precisione chirurgica che trasforma ogni possesso in una sentenza. SGA non sta solo rincorrendo i record: sta riscrivendo il manuale della guardia moderna.

Il record di OKC nella streak di Shai

Ma i numeri, nella loro fredda precisione, raccontano una verità schiacciante: durante la sua striscia record, Oklahoma City ha messo a referto un bilancio di 103 vittorie a fronte di sole 24 sconfitte.

L’intera evoluzione di questa striscia non ci ha impedito di raccogliere enormi successi di squadra, né ha limitato la crescita dei suoi compagni. Una striscia individuale basata sul fatturato offensivo non è andata a discapito del collettivo. Shai non ha mai giocato per sé stesso, ma per rendere grandi i Thunder

Mark Daigneault

Che Shai non abbia mai giocato per sé stesso è ben evidente anche dal rapporto che ha stretto con i suoi compagni. È il leader designato, il go-to-guy che si prende ogni responsabilità quando la palla scotta – come ha dimostrato nella gara contro i Nuggets.

Sarà la stagione del secondo MVP consecutivo. E forse, se i numeri ci danno una certezza matematica della sua costanza, anche l’anno del secondo consecutivo di OKC.

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