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Stagione finita per Stephen Curry? La franchigia pensa a fermarlo

I Warriors stanno valutando una decisione drastica: fermare Stephen Curry fino al termine della stagione per evitare ricadute al ginocchio

I Golden State Warriors si trovano davanti a una scelta che potrebbe definire non solo il finale di questa stagione, ma anche il futuro immediato della franchigia. Con il rientro di Stephen Curry ancora incerto, l’idea di fermarlo fino alla fine dell’annata non è più solo una possibilità lontana.

L’obiettivo? Proteggere il quattro volte campione NBA e prepararlo per quello che molti all’interno dell’organizzazione considerano l’ultimo vero tentativo di titolo della sua era.

Il timore di una ricaduta

Curry non scende in campo dal 30 gennaio, quando è stato costretto a fermarsi a causa del cosiddetto “runner’s knee”, un problema al ginocchio che provoca dolore e gonfiore attorno alla rotula, limitando i movimenti e aumentando il rischio di aggravamenti.

Il suo recupero, inizialmente previsto in tempi più brevi, è stato rinviato più volte perché il trattamento non ha dato subito le risposte sperate. Proprio questa situazione ha spinto i Warriors a riflettere con maggiore attenzione sul rientro del loro leader.

Secondo quanto riportato da Anthony Slater, intervenuto nel podcast The Hoop Collective, nella franchigia cresce la cautela.

La prossima stagione è diventata quella decisiva in questa fase finale dell’era di Steph. Non credo che i Warriors vogliano in alcun modo mettere a rischio quell’opportunità. Se dovesse tornare in campo senza essere completamente pronto, c’è il timore concreto di una nuova ricaduta

Anthony Slater

La priorità è la stagione 2026-27

A 37 anni, il tempo non è infinito nemmeno per uno dei più grandi tiratori della storia della NBA. Proprio per questo motivo Golden State starebbe valutando seriamente se sacrificare il finale di questa stagione per preservare Curry in vista della prossima.

Con la squadra attualmente nona nella Western Conference, la rincorsa ai vertici appare complicata anche alla luce delle prestazioni di squadre come gli Oklahoma City Thunder e i San Antonio Spurs, che hanno alzato il livello della competizione.

In questo contesto, concedere a Curry le ultime 17 partite di riposo potrebbe diventare una scelta logica per arrivare al 2026-27 con il leader della squadra completamente recuperato.

Le possibili mosse sul mercato

Parallelamente alla gestione dell’infortunio, la dirigenza starebbe già pensando a come rafforzare il roster per il prossimo anno.

Tra le ipotesi più concrete ci sarebbe la conferma di Kristaps Porziņģis, che garantirebbe spaziature e presenza difensiva nel reparto lunghi. Un’altra possibilità riguarda un eventuale scambio per Michael Porter Jr., profilo capace di aggiungere punti e pericolosità offensiva.

Sul piano delle suggestioni, poi, restano nomi di assoluto peso come LeBron James o Giannis Antetokounmpo, scenari ambiziosi che testimoniano quanto la franchigia voglia restare competitiva.

Un ultimo assalto al titolo NBA

Steve Kerr ha parlato apertamente negli ultimi mesi della fase di transizione che stanno vivendo i Warriors. Nonostante questo, all’interno della franchigia resta la convinzione che una nuova corsa al titolo sia ancora possibile.

Perché questo accada, però, c’è una condizione imprescindibile: Stephen Curry deve essere al massimo della forma.

Ecco perché, anche se dovesse significare rinunciare a qualche vittoria nel breve periodo, Golden State sembra pronta a prendere la decisione più prudente. Preservare il proprio leader oggi potrebbe essere l’unico modo per inseguire davvero un ultimo anello nel 2027.

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