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Durant guarda al futuro: “Doncic e Edwards possono superare il mio record”

Dopo aver superato Michael Jordan, Durant guarda avanti: secondo lui Doncic ed Edwards hanno tutto per riscrivere la storia dello scoring NBA. Ma il talento da solo non basta

Dopo aver scalato un’altra posizione nella storia NBA, Kevin Durant guarda già avanti. E lo fa con un messaggio chiaro: il suo impatto non si misura solo nei numeri, ma anche nell’eredità lasciata alle nuove generazioni.

Con i 32.294 punti in carriera, superato Michael Jordan, Durant è ora quinto nella classifica all-time NBA, alle spalle di LeBron James, Kareem Abdul-Jabbar, Karl Malone e Kobe Bryant.

Un traguardo che certifica una carriera leggendaria, ma che apre anche una riflessione interessante sul futuro.

Durant: “Ci sono giocatori pronti a raggiungere quei livelli”

Nel corso di una conversazione con il suo storico manager Rich Kleiman, Durant ha affrontato proprio questo tema: chi può un giorno superare il suo record realizzativo?

La risposta è arrivata senza esitazioni:

Prima di quanto pensiate. Ci sono tanti giocatori come Luka che stanno già raggiungendo quei traguardi alla stessa età in cui lo facevamo noi… LeBron, Kobe

Kevin Durant

Un riferimento diretto a Luka Doncic, ma anche a Anthony Edwards, indicato dallo stesso Kleiman e subito confermato da Durant.

Luka Doncic: numeri da predestinato

Se si guarda i numeri, il nome più naturale è quello di Doncic.

  • 14.851 punti in carriera
  • Media di 29.2 punti, 8.5 rimbalzi e 8.2 assist
  • Meno di 10 anni in NBA

Il dato più impressionante? È a meno di 150 punti dai 15.000, un traguardo raggiunto con tempistiche simili a quelle dei più grandi scorer della storia.

Certo, c’è una variabile da non sottovalutare: la longevità. Lo stesso Doncic ha scherzato sul fatto di non voler giocare fino a 41 anni come LeBron.
Ma anche con “soli” altri 10 anni ad alto livello, il margine per avvicinarsi ai numeri di Durant esiste eccome.

Anthony Edwards: crescita costante e margini enormi

Discorso simile per Edwards, anche se con un percorso leggermente più “lento” ma comunque solidissimo.

  • 10.807 punti in carriera (gennaio 2026)
  • Media di 24.6 punti a partita
  • Percentuali in crescita, soprattutto da tre (37%)

Rispetto a Doncic ha giocato meno stagioni, ma il trend è chiaro:
volume di tiro alto, responsabilità offensive in aumento e capacità di accendersi in qualsiasi momento.

È proprio questo tipo di scoring “esplosivo” che ha convinto Durant a inserirlo nella lista.

Il vero ostacolo: non il talento, ma il tempo

Qui entra in gioco un punto spesso sottovalutato.

Superare un record come quello di Durant non è solo una questione di talento o medie punti. Serve:

  • continuità per quasi 20 anni
  • assenza di infortuni gravi
  • adattamento a contesti e compagni diversi
  • capacità di restare élite anche con l’età

Durant, con 27.1 punti di media su oltre 1.100 partite, rappresenta proprio questo standard: eccellenza prolungata nel tempo.

Uno scettico potrebbe dire che il livello attuale di scoring (ritmi più alti, più triple) favorisca i giovani. Vero. Ma allo stesso tempo, la gestione fisica, la pressione mediatica e la competizione globale sono aumentate. Non è affatto scontato replicare una carriera così lunga e produttiva.

Un passaggio di testimone già iniziato

Le parole di Durant non sono solo una previsione. Sono anche una sorta di passaggio simbolico:

Spero di aver lasciato quell’impatto… essere uno di quelli che guardavo da giovane e poi essere superato

Kevin Durant

In questo senso, Doncic ed Edwards non sono semplicemente due candidati a un record. Sono la prova vivente che il livello offensivo della NBA continua ad evolversi.

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