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Durant e l’enigma Rockets: “Se controllo il ritmo, comando il gioco”

I Rockets ritrovano l’identità: terza vittoria di fila e Knicks schiantati. Durant domina Bridges e Anunoby con una prova di forza

Houston Rockets hanno lanciato un messaggio chiaro alla lega, travolgendo i New York Knicks 111-94 al Toyota Center. Una vittoria vitale per Kevin Durant e compagni, che infilano il terzo successo consecutivo proprio mentre la squadra faticava a trovare una propria identità.

Nonostante le marcature asfissianti di specialisti come Mikal Bridges e OG Anunoby, Durant ha dettato legge: 27 punti, 8 assist e 6 rimbalzi, tirando con un chirurgico 55.6% dal campo.

Cerco solo di essere aggressivo quando mi muovo per ricevere. So che quando prendo palla, la difesa si innervosisce; infatti, per alcuni di loro, l’unico modo per marcarmi è cercare di non farmela proprio toccare

Kevin Durant

A 37 anni, dopo aver recentemente superato Michael Jordan al quinto posto nella classifica marcatori all-time, KD continua a dimostrare perché i raddoppi sistematici siano spesso inutili.

Se due settimane fa, dopo la sconfitta contro i Lakers, il fenomeno dei Rockets si era autocriticato per la scarsa fiducia nei compagni, contro i Knicks la musica è cambiata.

Cerco solo di rallentare il ritmo: a volte gioco troppo velocemente e mi fiondo verso la palla con troppa fretta. Ma se gioco al mio passo, se rallento e sfrutto la mia fisicità, allora divento davvero padrone del gioco

Kevin Durant

Houston ha mostrato una chimica di squadra ritrovata, fondamentale in ottica playoff, schiantando una delle pretendenti al titolo. Durante il match, Durant non ha risparmiato trash talking verso la panchina di New York, confermando che, quando il ritmo è il suo, il controllo del gioco è totale.

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