Cosa sta succedendo ad Ayton? Redick: “Non riesce a ricevere la palla”
Deandre Ayton fatica a trovare continuità e i Lakers ne risentono. Redick prova a spiegare cosa non sta succedendo sul parquet
La stagione dei Los Angeles Lakers continua a oscillare tra prestazioni convincenti e passaggi a vuoto, e uno dei simboli di questa discontinuità è senza dubbio Deandre Ayton. Il lungo arrivato in estate aveva già una reputazione ben precisa: talento evidente, ma rendimento altalenante. E finora, i fatti sembrano confermarlo.
Deandre Ayton tra alti e bassi: un problema di continuità
Nel corso della stagione, Ayton ha mostrato sprazzi di efficacia, diventando in alcune partite un fattore importante per i Lakers. In altre, invece, è sembrato quasi ai margini del gioco, con un impatto minimo.
Questa incostanza non è una novità, ma in una squadra con ambizioni playoff pesa inevitabilmente di più. Parte della tifoseria ha puntato il dito proprio contro il centro, individuandolo come uno dei motivi delle difficoltà del gruppo.
La partita contro gli Oklahoma City Thunder accende il dibattito
La sconfitta per 123-87 contro gli Oklahoma City Thunder ha riportato il tema in primo piano. In quella gara, Ayton è rimasto in campo 23 minuti, tentando appena quattro tiri e chiudendo con soli tre punti e tre rimbalzi.
Un dato che pesa ancora di più considerando le numerose assenze: fuori Luka Doncic, Austin Reaves, LeBron James, Marcus Smart e Jaxson Hayes. In un contesto del genere, ci si aspettava un atteggiamento molto più aggressivo da parte sua.
JJ Redick e la spiegazione che preoccupa i Lakers
A fine gara, coach JJ Redick ha fornito una spiegazione che ha fatto discutere:
Sta avendo difficoltà a ricevere il pallone. Abbiamo disegnato diversi giochi per lui. Semplicemente sta facendo fatica a prendere la palla. Non so se dipenda dai passaggi o dal suo posizionamento
JJ Redick
Redick ha insistito più volte su questo aspetto, sottolineando come il problema non sia tanto nelle opportunità create, ma nell’incapacità di concretizzarle già in fase di ricezione.
Una dichiarazione che apre interrogativi: si tratta di un limite tecnico? Di una questione di timing e letture? O di concentrazione?
Numeri in calo e responsabilità in crescita
I dati stagionali raccontano una realtà poco brillante:
- 8.2 tiri a partita (minimo in carriera)
- 12.2 punti e 8 rimbalzi di media
- 27.1 minuti sul parquet
Con il roster al completo, Ayton rappresenta la quarta opzione offensiva. Ma con le attuali assenze, il suo ruolo cambia radicalmente: serve molto di più.
Il vero nodo: atteggiamento o limiti strutturali?
Qui emerge il punto cruciale. Pensare che basti “coinvolgerlo di più” potrebbe essere una semplificazione. Se davvero il problema è nella ricezione del pallone – come suggerito da Redick – allora la questione è più profonda.
Uno scettico potrebbe osservare: possibile che un lungo NBA con anni di esperienza abbia difficoltà così marcate in un fondamentale di base? Oppure il problema reale è nella capacità di guadagnare posizione e imporsi fisicamente?
C’è anche un’altra prospettiva: in un sistema con tanti creatori di gioco, Ayton potrebbe aver sviluppato una dipendenza eccessiva dagli altri, perdendo aggressività e iniziativa.
Il tempo è scaduto: ora o mai più
Con Luka Doncic e Austin Reaves fuori per diverse settimane, i Lakers hanno bisogno di un contributo concreto da parte di Ayton.
Non solo numeri, ma presenza, energia e capacità di incidere. Perché senza un salto di qualità immediato, il rischio è quello di arrivare ai playoff senza le certezze necessarie per superare il primo turno.