Wembanyama raggiunge le 65 partite e resta in corsa per l’MVP
Wembanyama ne mette 40 contro i Dallas Mavericks, raggiunge le 65 presenze e apre il dibattito sul sistema premi NBA
A San Antonio Spurs basta una serata per confermare quello che ormai è evidente: Victor Wembanyama continua a riscrivere aspettative e parametri.
Nella vittoria per 139-120 contro i Dallas Mavericks, il lungo francese ha messo insieme 40 punti, 13 rimbalzi, 5 assist e 2 stoppate, raggiungendo anche un traguardo fondamentale: le 65 presenze stagionali, soglia minima per l’eleggibilità ai premi NBA di fine stagione, un limite che tiene ancora in bilico nomi pesanti come Nikola Jokic.
Un dettaglio tutt’altro che secondario, soprattutto per un giocatore considerato il favorito per il titolo di Defensive Player of the Year.
Una prestazione dominante nonostante il dolore
Rientrato dopo aver saltato una gara per una contusione alle costole rimediata contro Philadelphia 76ers, Wembanyama ha giocato appena 26 minuti, ma è bastato per lasciare il segno. Già nel primo quarto aveva accumulato 16 punti con 6/8 al tiro, 5 rimbalzi e una stoppata, indirizzando subito la partita.
Durante il match non sono mancati segnali di fastidio fisico, con il francese che più volte si è toccato la zona interessata. Eppure, la sua efficacia non ne ha risentito:
Ho cercato di proteggere la costola il più possibile, senza mancare di rispetto al gioco. È andata bene, non mi ha dato troppo fastidio, solo in alcuni contatti specifici
Victor Wembanyama
Anche coach Mitch Johnson ha confermato le condizioni del suo giocatore:
Domani sarà dolorante, ma è uscito bene dalla partita
Mitch Johnson
Numeri da record: eguagliato David Robinson
Quella contro Dallas è stata la quinta partita stagionale con almeno 40 punti e 10 rimbalzi per Wembanyama, un dato che gli permette di raggiungere una leggenda come David Robinson (stagione 1993-94) per il maggior numero di gare di questo tipo nella storia degli Spurs.
Un segnale chiaro: il presente è già di altissimo livello, ma il potenziale resta ancora in piena espansione.
La questione delle 65 partite: Wembanyama apre il dibattito
Dopo aver raggiunto la soglia richiesta, il francese ha definito il traguardo come:
Un box da spuntare
Victor Wembanyama
Ma non si è fermato lì. Ha mostrato anche comprensione verso colleghi come Cade Cunningham, Anthony Edwards e Luka Doncic, penalizzati dagli infortuni e quindi fuori dalla corsa ai premi.
Poi ha ribaltato la prospettiva, ponendo una domanda diretta ai giornalisti: ha davvero senso fissare una soglia di partite?
Il suo ragionamento è stato tanto semplice quanto efficace:
Un giocatore che disputa 50 partite da 35 minuti totalizza 1.750 minuti. Uno che gioca 75 partite da 20 minuti arriva a 1.500. Qual è il vero impatto?
Victor Wembanyama
Una riflessione che mette in discussione l’attuale sistema NBA, suggerendo che il minutaggio complessivo potrebbe essere un parametro più equo rispetto al numero di presenze.
Se avessi già avuto le 65 partite, probabilmente non avrei giocato
Victor Wembanyama
Una frase che apre un altro scenario: quanto il sistema attuale influenza le scelte dei giocatori sul campo?