Difesa Thunder da incubo per Booker, Caruso: “Grande lavoro di squadra”
L’organizzazione difensiva di OKC ha fatto piombare Devin Booker in un incubo come pochi altri vissuti in carriera. Alex Caruso lo riconosce ed elogia il lavoro di squadra
Nel pomeriggio del career high ai Playoff di Shai Gilgeous-Alexander – mattatore di gara 3 con 42 punti e l’83% dal campo – la vittoria degli Oklahoma City Thunder, che vale il match point nella serie contro Phoenix, porta ancora una volta la firma di tanti attori a loro modo decisivi.
Volgendo lo sguardo alla metà campo difensiva – un vero e proprio bunker dall’inizio della stagione – l’efficacia delle strategie preparate per limitare il talento di Devin Booker impressiona forse ancora di più della prova balistica del canadese.
In tutte e tre le partite OKC ha ricevuto il massimo, in questa fattispecie, dalla batteria dei propri specialisti, con protagonista dalla panchina naturalmente Alex Caruso.
Mi sono accoppiato spesso con lui (Booker, ndr), Lu ha fatto un lavoro fantastico e lo ha fatto Cason; sempre Cason ha stoppato un suo tiro in sospensione, nonostante sia uno dei jump shooter più verticali della lega, e ha occupato gli spazi corretti.
Alex Caruso
L’ex Bulls, davanti ai microfoni, testimonia il suo impegno e rende omaggio all’impatto cruciale di colleghi di reparto più giovani che ormai hanno smesso di stupirlo.
Hanno fatto un lavoro incredibile con giocate intelligenti e semplici sforzi su di lui: Devin è un giocatore fenomenale, ha segnato migliaia e migliaia di punti in NBA e loro hanno raccolto la sfida, aiutandosi a vicenda. Ho provato a dare il mio meglio, ma loro probabilmente meritano più credito di me
Alex Caruso
Parole di un veterano fiero di ricoprire il proprio ruolo all’interno di una catena senza anelli deboli, almeno al momento.
L’episodio discusso del terzo quarto con Lu Dort
Non bastano le grandi difficoltà al tiro e nella ricerca del ritmo: a pochi minuti dall’inizio della ripresa, nel tentativo di sfruttare un blocco lontano dalla palla, Booker cade sul parquet. A fargli perdere l’equilibrio uno sgambetto di Lu Dort, la cui volontarietà non è stata accertata dalla terna arbitrale.
Alla prima interruzione, la stella dei Suns è stata costretta a rientrare negli spogliatoi per verificare lo stato della caviglia.
Nel post partita il diretto interessato ha escluso possibili guai, dichiarando che la caviglia sta bene. Non ha però rinunciato a mandare un messaggio tra le righe, non troppo cordiale, al canadese (che già in passato ha avuto comportamenti al limite e spesso oltre il regolamento).
Non è la prima volta e scommetto non sarà l’ultima
Devin Booker
Dopo la polemica contro l’arbitro James Williams al termine di gara 2 – costata alla guardia una multa da 35.000 dollari – un nuovo caso con al centro il numero 1 mette in luce un nervosismo evidente, che si preannuncia uno dei temi chiave alla vigilia di gara 4.