The Process 3.0: ai 76ers è tempo delle verità scomode
I Philadelphia 76ers aprono una nuova fase del Process dopo il crollo contro i Knicks. Tra limiti strutturali e incertezze, Embiid e compagni sono chiamati a una nuova rivoluzione
È tempo dell’ennesima ricostruzione a Philadelphia. La squadra che ha inventato il termine “The Process” si prepara a vivere la terza fase del suo rebuild, iniziato nel 2014. Un ciclo che sembra non finire mai.
The Process: dalle origini al primo progetto Embiid
Il 2014 segna l’inizio con la scelta al Draft di Joel Embiid, prima pietra del progetto dei Philadelphia 76ers. Seguono Jahlil Okafor (2015), Ben Simmons (2016) e Markelle Fultz (2017). Sulla carta, un nucleo pronto a dominare la NBA.
Ma il progetto si inceppa: Okafor e Fultz non rispettano le aspettative, mentre la coppia Embiid–Simmons non riesce mai a trasformarsi in una vera contendente.
Process 2.0 e l’illusione del salto di qualità
Dopo il primo fallimento, il Process 2.0 prova a ripartire puntando su Paul George. L’idea era chiara: affiancarlo a Joel Embiid e Tyrese Maxey per compiere il salto definitivo.
Ma quella combinazione non ha mai funzionato davvero. Il talento c’è, la continuità no.
La storica rimonta dal 3-1 contro i Celtics aveva fatto pensare a una svolta. Ma lo sweep subito contro i New York Knicks ha riportato tutto alla realtà: il percorso era ancora incompleto.
Il limite strutturale dei Sixers
I Knicks hanno imposto una verità difficile da ignorare. Il 4-0 nella serie playoff è una sentenza netta: così costruiti, i Philadelphia 76ers non sono una squadra da titolo NBA.
Il talento di Embiid, George e Maxey garantisce competitività e prestigio, ma non basta a reggere il livello delle vere contender.
Senza profondità, equilibrio difensivo e versatilità, Philadelphia resta un’incompiuta.
Le tensioni tra giocatori e staff e l’incertezza costante sulle disponibilità hanno reso l’annata estremamente volatile, difficile da leggere e ancora più difficile da considerare un vero punto di ripartenza.
Al di là del nervosismo, il 4-0 subito contro i Knicks conferma il quadro: così costruiti, i Sixers non possono puntare al titolo.
Embiid al bivio e il futuro dei Philadelphia 76ers
Joel Embiid, oggi 32enne, entra nella fase più delicata della sua carriera e si trova di fronte a un bivio insieme alla franchigia.
Il talento di Maxey ed Edgecombe rappresenta il futuro, ma il presente richiede decisioni drastiche. Philadelphia resta sospesa tra ambizione e realtà.
Senza una struttura solida e senza profondità di roster, il rischio è quello di restare ancora una volta intrappolati in un ciclo infinito di rinvii.
Ora, per i Philadelphia 76ers, cambiare non è più un’opzione: è una necessità.