NBA Finals 2026: Knicks vs Spurs, chi vince il Titolo NBA?

New York sogna il titolo NBA dal 1973, San Antonio ha il miglior giocatore del mondo. Knicks vs Spurs alle Finals 2026: la serie che nessuno avrebbe osato immaginare, e che nessuno vorrà perdersi

NBA Finals 2026 Knicks Vs Spurs

Signori, le NBA Finals 2026 sono state stabilite, e con grande soddisfazione da parte del Commissioner e della lega tutta, probabilmente.

Abbiamo i Villanova Knicks guidati dall’eroe Jalen Brunson, contro i giovani San Antonio Spurs delle meraviglie capitanati dal fenomenale Victor Wembanyama. Una squadra capace di neutralizzare gli apparentemente imbattibili Thunder contro il mercato più importante d’America, che sogna il titolo NBA dal 1973, con le leggende del passato in prima fila al palazzetto per sostenere la franchigia.

Patrick Ewing, incompiuto e leggendario erede “fallito” di Willis Reed, si troverà metaforicamente di fronte l’eminenza grigia di San Antonio, quel Greg Popovich che, malgrado i problemi di salute e gli acciacchi, continua ad aleggiare come consigliere massimo dietro ai successi della squadra affidata al suo ex assistente Mitch Johnson.

Insomma, di corsi e ricorsi storici da intrecciare ce ne sarebbero a bizzeffe. La serie si presenta ricca di spunti narrativi e tattici e restituisce un rematch della NBA Cup stagionale, vinta da New York in gara secca contro Vassell e compagni.

Senza dimenticare che nel 1999 queste due squadre si sfidarono allo stesso punto in cui si trovano oggi, e un Tim Duncan ventiduenne decretò di fatto l’inizio della dinastia Spurs con quel successo. La stessa età che ha Victor Wembanyama, destinato a raccoglierne l’eredità nella costruzione di una nuova era vincente per gli Speroni.

Proviamo quindi ad andare più in profondità, analizzando i temi principali di una serie che sta per iniziare.

I punti di forza dei Knicks nelle NBA Finals

Quando guardiamo ai Knicks troviamo una squadra che ha vinto le ultime 11 partite disputate in questa postseason, producendo un gioco schiacciasassi su entrambe le metà campo, con rotazioni profonde e una chiara amalgama del gruppo attorno al proprio leader, Jalen Brunson, e a coach Mike Brown, che li ha guidati sapientemente durante tutta la stagione in un costante crescendo.

In attacco hanno prodotto punti attraverso ottime costruzioni e grande precisione dall’arco, forti di una circolazione di palla efficace e di gerarchie definite e accettate da tutti. Sono primi in questi playoff per percentuale dal campo, da tre punti e per assist.

In difesa hanno fatto registrare il miglior rating della postseason, dimostrando concentrazione e dedizione alla causa.

Infine, eliminando Hawks, 76ers e Cavs, hanno avuto modo di oliare i propri meccanismi senza dover affrontare un percorso particolarmente logorante, arrivando all’ultimo atto riposati e nel miglior stato di forma possibile.

Nonostante ciò, per i bookmaker i newyorkesi partono sfavoriti, probabilmente a causa dello svantaggio del fattore campo. Eppure, sul piano dell’esperienza, New York sembra avere un vantaggio rispetto ai giovani Spurs. Fanno eccezione Kornet e Barnes da una parte, Anunoby e Bridges dall’altra, oltre a Shamet, Clarkson e allo stesso coach Mike Brown. Considerando l’esperienza complessiva del gruppo, i Knicks dovrebbero avere qualcosa in più sotto questo aspetto.

Il fattore Victor Wembanyama

Rispondere a questa domanda citando Victor Wembanyama, Stephon Castle e Dylan Harper potrebbe già bastare. Anche se sarebbe riduttivo, considerando la presenza di giocatori come De’Aaron Fox, Devin Vassell, Julian Champagnie e del Sesto Uomo dell’Anno Keldon Johnson.

Se Mike Brown ha imparato a sfruttare la profondità del roster dei Knicks, Mitch Johnson ha fatto lo stesso all’ombra dell’Alamo fin dall’inizio della stagione.

Il punto è che, pur con un’età media bassissima, abbiamo visto questo gruppo crescere partita dopo partita fino a trasformarsi in una vera squadra, trascinata dalla fame di successo di Victor Wembanyama.

Che San Antonio avesse le caratteristiche fisiche e atletiche per essere la kryptonite dei Thunder era emerso già durante la regular season. Esterni forti e atletici, capaci di pressare il perimetro, supportati da un lungo che da solo protegge il pitturato e il ferro, rappresentavano la soluzione ideale per limitare Shai Gilgeous-Alexander e i campioni in carica.

Gli Spurs hanno superato i limiti legati all’esperienza, continuando a migliorare notte dopo notte e turno dopo turno. Sono riusciti anche a ribaltare uno svantaggio nelle Conference Finals dopo aver vinto Gara 1 in trasferta, andando oltre problemi fisici e assenze pesanti.

Sembrano una squadra destinata a bruciare le tappe, crescendo più rapidamente di quanto persino i propri tifosi avessero immaginato.

Come gli Spurs possono mettere in difficoltà i Knicks

San Antonio può vincere perché i Knicks presentano alcune caratteristiche simili a quelle di Oklahoma City nelle fonti di creazione offensiva, oltre a qualche potenziale vulnerabilità difensiva.

L’obiettivo sarà costringere Brunson a guadagnarsi ogni tiro, come fatto con Shai Gilgeous-Alexander, sfidandolo a mantenere percentuali elevate per tutta la serie.

Allo stesso tempo, esporre Karl-Anthony Towns sarà fondamentale. Gli Spurs proveranno a coinvolgerlo continuamente nei cambi difensivi e negli uno contro uno contro Wembanyama, cercando di sfruttare ogni possibile vantaggio.

Ridurre l’impatto delle prime due opzioni offensive dei Knicks attraverso una fisicità superiore rappresenterà una delle principali chiavi tattiche per Mitch Johnson.

L’altra riguarderà la qualità dei tiri costruiti dall’arco grazie agli spazi generati da Wembanyama, che dovranno essere convertiti con l’efficienza mostrata in Gara 7 contro Oklahoma City.

La strada dei Knicks verso il titolo NBA

New York può vincere se gli Spurs pagheranno il conto dell’inesperienza, soprattutto attraverso una serata negativa al tiro da tre punti.

La squadra di Mike Brown può sfruttare la stanchezza accumulata dagli avversari nelle sette partite delle Finali di Conference e cercare punti dal mid-range, considerando quanto sia complicato attaccare il ferro in presenza di Wembanyama.

Va inoltre ricordato che la difesa di San Antonio genera gran parte della propria spinta offensiva. Castle e compagni amano correre in transizione e attaccare in superiorità numerica.

Se New York riuscirà a rallentare il ritmo e costringere gli Spurs a giocare a metà campo, potrebbe ottenere un vantaggio significativo. Per riuscirci sarà fondamentale confermarsi una squadra dominante a rimbalzo offensivo, impresa tutt’altro che semplice contro un lungo di oltre 220 centimetri.

I precedenti stagionali

Delle tre sfide disputate tra le due squadre, i Knicks ne hanno vinte due, compresa quella decisiva per la NBA Cup, che però non rientra nelle statistiche della regular season.

Dal primo febbraio, San Antonio ha perso appena due partite con Wembanyama in campo: una nella battaglia contro Denver nel finale di stagione e l’altra al Madison Square Garden.

Una sconfitta particolarmente pesante, considerando il 114-89 finale in favore di Brunson e compagni.

La difesa dei Knicks costrinse San Antonio a 21 palle perse e a un modesto 41% al tiro. Mikal Bridges fu protagonista su entrambe le metà campo, mentre Wembanyama venne limitato come già accaduto in NBA Cup, pur convivendo con alcuni problemi fisici.

Questa volta il giocatore chiave nella sua limitazione, Mitchell Robinson, è quello più in dubbio per la serie, essendo reduce da un intervento al mignolo della mano che comunque non dovrebbe impedirgli di scendere in campo.

Pronostico NBA Finals 2026

San Antonio non è necessariamente più profonda di New York, ma può contare sul miglior giocatore della serie, capace di incidere in maniera enorme su entrambe le metà campo.

Se Wembanyama riuscirà a dominare anche in attacco, creando vantaggi per i compagni oltre a produrre punti in prima persona, per i Knicks trovare contromisure potrebbe essere molto complicato.

D’altra parte, qualora New York riuscisse a strappare una vittoria in trasferta, la serie potrebbe cambiare completamente volto e allungarsi.

L’augurio è che siano Finals lunghe e combattute. Al momento, gli Spurs sembrano avere le carte in regola per chiudere la serie in sei partite, a patto di non pagare troppo l’inesperienza sul palcoscenico più importante della stagione.

Leggi anche

Loading...