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LeBron James come Muhammad Ali: “È il campione del popolo”

Paul, fondatore di Klutch Sports, esalta LeBron: con il titolo a Cleveland è diventato il più grande di sempre e lo paragona alla leggenda Muhammad Ali

Cercando il più grande successo nella carriera di LeBron James chiedere al suo storico agente e amico fraterno, Rich Paul, potrebbe esser una buona soluzione. Il capo di Klutch Sports, una delle agenzia di procura più grandi del mondo, non cercherebbe però la risposta nel numero totale di anelli messi al dito, ma nell’aver riportato un titolo a Cleveland.

Ospite del podcast Game Over condotto da Max Kellerman, Paul ha riavvolto il nastro fino al 2014, svelando i retroscena dei colloqui avuti con LeBron prima del suo clamoroso ritorno a casa.

Ci stavamo confrontando e gli dissi chiaramente che tornare ai Cavaliers fosse la situazione migliore. Magari non sarebbe successo dall’oggi al domani, ma vincere anche una sola volta a Cleveland avrebbe chiuso ogni discorso. Aveva già dei titoli: che tu ne abbia due, quattro, sei o diciotto, sei comunque un campione e nessuno può negarlo

Rich Paul

Che l’impresa del 2016 sia incisa nella pietra della storia NBA è fuori discussione. Rimontare uno svantaggio di 3-1 contro i Golden State Warriors delle 73 vittorie in regular season, guidando entrambe le squadre in punti, rimbalzi, assist, rubate e stoppate, ha regalato a Cleveland il primo grande trionfo sportivo dopo oltre cinquant’anni di digiuno.

Ma l’idea di tornare a casa e vincere lì… ho sempre visto LeBron come quello che definirei il campione del popolo, un po’ come Muhammad Ali. Anche quando perdeva, sentivo che la gente lo abbracciava e lo sosteneva davvero

Rich Paul

Il palmarès di James, del resto, parla da sé: quattro titoli, quattro MVP delle Finals, quattro MVP della stagione regolare, 22 convocazioni all’All-Star Game e il record di miglior marcatore di tutti i tempi. Il tutto vissuto per oltre vent’anni sotto i riflettori più accecanti del mondo dello sport, costruendo scuole, investendo nelle comunità e mantenendo un’immagine pubblica impeccabile.

Il vero dibattito, semmai, si accende quando si scomoda il paragone con Muhammad Ali. The Greatest è stato molto più di un atleta straordinario: è diventato un simbolo globale di sacrificio e convinzione politica quando, al picco della carriera, rifiutò l’arruolamento per la guerra in Vietnam a costo di perdere la corona dei pesi massimi, milioni di dollari e gli anni migliori della sua vita sportiva.

Se LeBron ha ridefinito il concetto di player empowerment e il brand dell’atleta moderno, Ali occupa un posto a parte nella storia per aver sfidato i sistemi politici pagando un prezzo personale altissimo.

Le dichiarazioni di Rich Paul (tra le altre ha suggerito anche alla NBA una piattaforma social esclusiva) sono solo le ultime di una serie di uscite forti a difesa del re, tra cui la recente provocazione secondo cui Michael Jordan avrebbe chiuso con uno 0-6 alle Finals senza Scottie Pippen. Nessuno discute la grandezza di LeBron, ma il dubbio resta: esiste davvero un atleta moderno accostabile al mito di Muhammad Ali?

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